«Arturo amava Montorio ed era legato alla sua casa»

2 Dicembre 2020

MONTORIO AL VOMANO. La sua vita e la sua carriera le aveva vissute a Roma, ma il suo cuore era rimasto sempre nella sua amata Montorio, dove era nato e dove aveva i ricordi più belli della sua...

MONTORIO AL VOMANO. La sua vita e la sua carriera le aveva vissute a Roma, ma il suo cuore era rimasto sempre nella sua amata Montorio, dove era nato e dove aveva i ricordi più belli della sua infanzia. Un amore reciproco quello tra il giornalista, Arturo Diaconale, uno dei montoriesi più illustri, e la sua gente che oggi ne piange la scomparsa a 75 anni a Roma per una grave malattia. Un legame con la sua terra e con la sua identità che Diaconale sentiva forte, tanto da aver rivestito il ruolo di commissario prima e presidente del Parco nazionale del Gran Sasso e della Laga poi e al quale era stata proposta anche la candidatura, non accettata, a sindaco di Montorio. Nato l’8 settembre 1945,al civico 26 di via Beretra, nel cuore del borgo, Diaconale era montoriese per via materna. I suoi genitori si erano rifugiati in paese per la guerra e si erano trasferiti prima a Teramo e poi a Roma. Ma Arturo tornava ogni estate e ogni Natale da ragazzo con la famiglia e quando poteva da adulto, in veste istituzionale, ma anche come cittadino che amava passeggiare per i vicoli del centro storico e recarsi alla messa con la moglie. «Arturo apparteneva alla nota famiglia Cancrini e la casa sta nella piazza “caurt”», racconta l’ex assessore Nina Nori dai ricordi della nonna Idarella, Ida Martellacci che era stata la tata di Diaconale, «la loro era stata la prima casa ad avere il telefono e Arturo dormiva solo in braccio alla sua amata tata. Nonna aveva le chiavi e quando tornavano, negli anni a seguire, andava a sistemare quella casa gigante piena di stanze, tappeti e un pianoforte dove aveva accudito il piccolo Arturo dagli occhi intelligenti». Diaconale era molto affezionato alla sua casa natale tanto da averla aperta e messa a disposizione per mostre in alcune edizioni della Vetrina del Parco prima del terremoto del 2009. «La sua famiglia ha fatto tante opere di solidarietà per i montoriesi», spiega Arnaldo Martegiani. «Siamo addolorati nel perdere un compagno di giochi», dicono Angelo Nori e Leonardo Martegiani. Ricordi del passato,ma anche ricordi più recenti come quello di Marzia Minervini, sua vicina, che lo descrive come «un uomo distinto gentile e una persona a modo». Diaconale era amato da tutti a Montorio.
«Oggi si è spento un grande giornalista, illustre montoriese che ricordiamo con affetto», è il messaggio del sindaco Fabio Altitonante. «Abbiamo perso una persona speciale», ha detto l’ex sindaco e oggi consigliere di minoranza Alessandro Di Giambattista, «Ricordo con molto affetto e grande stima Arturo Diaconale, sono stato uno dei suoi sostenitori alla nomina di presidente dell’Ente Parco e l’ho sentito pochi mesi fa per dirgli della mia ricandidatura a sindaco e lui mi ha dato sostegno. Nonostante le diverse idee politiche abbiamo avuto sempre un bellissimo rapporto. Ci facevano dei simpatici sfottò sulla fede calcistica: laziale lui e juventino io», aggiunge sorridendo, «e non sono mancati nemmeno l’ultima volta che ci siamo sentiti, ma sempre ridendoci su con grande rispetto». Il messaggio di cordoglio arriva anche dal neonato club “La Teramo laziale” con sede a Montorio. «Ci aveva promesso di diventare nostro socio una volta guarito dalla malattia», ha raccontato il presidente Mario Graziosi. «Era molto orgoglioso delle sue origini e quando ha saputo che anch'io ero originario di Montorio siamo rimasti a disquisire sul paese del quale era molto informato», chiude Nicola Polisini, legale dello staff della Lazio, «era una persona elegante e dai modi gentili, un abruzzese dentro».
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