Asbuc, protesta contro la Regione
Sotto accusa l’istituzione della zona di conservazione Gran Sasso
TERAMO. «Le amministrazioni separate di usi civici, Asbuc, del versante teramano - Monti della Laga e di Aragno, Arischia, Assergi, Collebrincioni e Paganica-San Gregorio nell'Aquilano stigmatizzano ancora una volta l'annunciata delibera regionale di fine anno che darebbe il via alla trasformazione dell'attuale sito di interesse comunitario (Sic) del Gran Sasso in Zona speciale di conservazione (Zsc)».
Così, in una nota, le Asbuc tornano a protestare, annunciando anche un ricorso, contro la delibera della giunta regionale del 28 dicembre che ha approvato lo schema di decreto con il quale il ministero dell’Ambiente può istituire in modo definitivo la Zsc in tutti i territori del Parco Gran Sasso- Laga.
«Chiediamo l'intervento della classe politica regionale ricordando che senza una previa rimodulazione dell'attuale Sic la preannunciata trasformazione in Zona speciale bloccherebbe ogni attività di espansione turistica e zootecnica», prosegue la nota delle amministrazioni separate, «è impensabile non rimodulare un sito di interesse comunitario che al proprio interno ospita diversi comuni, Asbuc, popolazioni montane, allevamenti di bestiame in quota, ma anche poligoni di tiro, alberghi e case in quota, impianti di risalita, strade statali, autostrade e un laboratorio di fisica nucleare. Pertanto, le popolazioni montane combatteranno per i propri diritti, anche perché, in questo caso, nessuno le ha coinvolte. Ci auguriamo che la classe politica a ogni livello appoggi le nostre richieste per evitare l’ulteriore spopolamento della montagna».
La battaglia, dunque, è appena iniziata.
Adele Di Feliciantonio
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