Ascensore fermo, il sindaco protesta con le Ferrovie

Pineto, dopo il caso dell’uomo che ha dovuto portare in braccio la figlia disabile «Le mancata attivazione rende la stazione impraticabile a chi è in carrozzina»
PINETO. Il Comune di Pineto scrive alle Ferrovie dello Stato per richiedere l’attivazione dell’ascensore all’interno della stazione. In uno stralcio della missiva firmata ieri dal sindaco Robert Verrocchio indirizzata alla sede centrale di Rfi si legge: «Con vivo rammarico devo constatare che, ad oltre 4 mesi dall’inaugurazione della nuova stazione ferroviaria, l’ascensore a fianco ai binari e nel sottopasso risulta ancora non funzionante. Alla luce di ciò prego sollecitare vivamente gli uffici competenti al fine di accelerare l’iter relativo alla messa in funzione dell’impianto».
La segnalazione arriva dopo la protesta raccolta dal “Centro” di un turista che giorni fa a causa dell’inutilizzabilità dell’ascensore posto sul binario 2 e che porta verso il tunnel di uscita, ha dovuto trasportare sua figlia disabile a spalla percorrendo le scale ordinarie. Il problema ha creato e crea non pochi disagi anche alle tante famiglie con carrozzine. «Finiti i lavori per l’installazione dell’impianto», ha commentato Verrocchio, «come ci è stato spiegato dai referenti di Rfi, la procedura prevede che una società esterna si occupi delle verifiche prima della loro messa in funzione. Questo passaggio ha determinato una dilatazione della tempistica, oggettivamente non è possibile che un ascensore inaugurato ad aprile a settembre non sia ancora utilizzabile, per questa ragione ho provveduto a scrivere una lettera di sollecito per un disagio che non ha giustificazioni. Ritengo indispensabile oltre che doveroso, consentire un facile accesso ai binari a persone con ridotte capacità motorie, ai disabili e a tutti coloro che fanno uso di carrozzine o passeggini per bambini. Mi auguro davvero che questa lettera di sollecito possa essere subito presa in considerazione dai vertici Rfi per sbloccare la situazione al più presto».
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