Asfalti bloccati, la polemica continua

Teramo Vive difende l’assessore. I 5 Stelle: «I ritardi sono direttamente imputabili ai suoi uffici»
TERAMO. Mentre Teramo Vive difende l’operato dell’amministrazione sul piano asfalti, il Movimento 5 Stelle non molla e torna ad attaccare l’assessore Valdo Di Bonaventura di cui domenica ha chiesto le dimissioni con un post su Facebook. E tutto in un botta e risposta di comunicati stampa al vetriolo.
«Il Movimento 5 stelle di Teramo si fa beffe della prassi istituzionale del sistema democratico», scrive il gruppo consiliare di Teramo Vive, «e lancia sui social la richiesta di dimissioni dell’assessore Valdo Di Bonaventura». Un modo, per il gruppo di maggioranza, di «far leva sul populismo social ben sapendo che la richiesta, se inoltrata ufficialmente in consiglio comunale, avrebbe perso ogni consistenza, perché si sarebbe loro illustrato tutto l’iter del “piano asfalti” messo in campo dall’assessore». Un piano che secondo Teramo Vive la città non avrebbe mai avuto in passato. Ma non solo. Perché il gruppo di maggioranza continua sottolineando come l’assessore «ha ricercato, reperito e “rastrellato” ogni possibilità di finanziamento in una città ridotta economicamente all’osso» e come stia «ancora studiando soluzioni e modalità per intercettare ulteriori risorse». Poi un passaggio sui ritardi nell’avvio dei lavori. «Ci preme sottolineare che sono di ordine procedurale e relativi a requisiti e documentazione delle ditte», conclude il gruppo, «come da normale amministrazione e per i quali, riteniamo, non si possa individuare alcuna responsabilità a carico dell’assessore».
Immediata la replica del capogruppo del M5S in consiglio comunale Pina Ciammariconi per la quale nonostante gli annunci il piano asfalti ad oggi resti solo sulla carta. In una nota Ciammariconi ripercorre tutto l’iter amministrativo del piano, sottolineando come dopo l’approvazione in giunta, a fine marzo, tutto sia passato in mano «al dirigente tecnico che, solamente dopo 2 mesi, ritardo imputabile agli uffici comunali, ha prodotto la determina a contrarre subordinando la gara alla richiesta inviata a cassa depositi e prestiti. Successivamente cassa depositi e prestiti ha rilevato che addirittura l’importo di un mutuo era stato calcolato in maniera errata dagli uffici». Ciammariconi denuncia poi tutta un’altra serie di errori imputabili agli uffici comunali, fino ad arrivare ad oggi. «La colpa è dell'assessore Di Bonaventura? Da un punto di vista politico, riteniamo di sì», conclude, «Lui ci ha messo la faccia e certo gli enormi ritardi sono direttamente riconducibili al suo assessorato. D’altra parte, non si può non rilevare la totale inefficienza da parte degli uffici competenti. La verità è una sola: il piano asfalti a Teramo non partirà nei tempi promessi».
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