Asilo antisismico, il processo slitta a febbraio

Cinque imputati tra cui dirigenti comunali e imprenditori. Il Comune sarà parte civile contro i privati
TERAMO. Slitta a febbraio l’inizio del processo per la scuola antisismica di Colleatterrato. Nel corso dell’udienza di ieri il tribunale in composizione collegiale ha smistato il procedimento ad altro collegio. Il Comune di Teramo, così come stabilito con una recente determina, si costituirà parte civile ma solo contro i privati e non contro i dipendenti «rinviando», si legge nella determina, «l’azione civile nei confronti dei dipendenti comunali all’esito del giudizio penale fatto salvo il giudizio di responsabilità contabile dinanzi alla Corte dei Conti». A processo ci sono Remo Bernardi, dirigente dell’ area 6 Lavori pubblici e manutenzione del Comune di Teramo; Gianni Cimini, attualmente dirigente dell’area 7 Ricostruzione, pianificazione sostenibile e rigenerazione della città del Comune e all’epoca dei fatti (e in questa veste imputato) responsabile unico del procedimento riguardante l’appalto per l’affidamento dei lavori della scuola; gli imprenditori Ennio Abbatescianni, nella sua veste di legale rappresentante di “Linea Informatica srl” e Remo Di Carlo, legale rappresentante di “Sife Srl”, le due società che all’epoca hanno costituito l’Ati, l’associazione temporanea di imprese, per l’appalto della scuola, e l’architetto Stefano Mariotti nella sua veste di direttore dei lavori. Le accuse ipotizzate sono l’abuso d’ufficio, la turbata libertà degli incanti e la truffa. Il pm Stefano Giovagnoni contesta l’abuso d’ufficio ai dirigenti del Comune e agli imprenditori. A questi ultimi due, inoltre, contesta anche i reati di turbata libertà degli incanti e truffa. Reato, solo quest’ultimo, che viene contestato a Mariotti.(d.p.)

