Asilo chiuso per contagio, scatta la protesta

12 Febbraio 2022

Tortoreto. Un gruppo di genitori fa scrivere all’amministrazione dall’avvocato: «Decisione discutibile»

TORTORETO. Rammarico e risentimento per la gestione dell’emergenza Covid all’asilo nido “Topolino” di Tortoreto. A esprimerli sono alcuni genitori, tramite l’avvocato Giuseppe Guidotti, nei confronti del Comune. I bambini fino a 9 anni risultano i più esposti al contagio, non avendo l’obbligo di indossare la mascherina. Per questo, dopo le feste natalizie, i genitori avevano chiesto uno screening.
«Troviamo grottesca ora la chiusura della struttura comunale, avvenuta il 4 febbraio a seguito del riscontro della positività di un’insegnante della classe dei piccoli, benché proprio in tale data entrava in vigore il nuovo decreto legge il quale stabilisce la sola chiusura della singola classe nell'ipotesi di positività di quattro alunni, cosa che peraltro non è neanche avvenuta», fa sapere Guidotti, «la chiusura quindi non doveva avvenire, almeno per ciò che riguardava la classe dei grandi, dove nessuno degli insegnanti è risultato positivo. Tale chiusura è stata poi revocata lo scorso 9 febbraio per mezzo di una disposizione comunale in cui si comunicava la riduzione dei giorni di chiusura con l’obbligo di effettuare un test antigenico rapido o molecolare per tutti i bambini, al fine di consentire il reinserimento al nido, peraltro a completo carico delle famiglie, ma soprattutto non indicando la data di esecuzione del’esame, venendo meno quindi la certezza che tale screening venisse eseguito a decorrenza di cique giorni dall'ultimo contatto con un positivo, necessario a fugare ogni dubbio su un possibile contagio avvenuto prima della chiusura della scuola». Secondo Guidotti «sarebbe stato opportuno, da parte dell'amministrazione comunale, una compartecipazione nella spesa relativa all’esecuzione dello screening, al fine di non gravare ulteriormente sulle casse di quelle famiglie che nel frattempo si sono dovute organizzare per trovare strutture educative a pagamento nei giorni di chiusura ingiustificati, e che contestualmente provvedono a corrispondere la retta mensile dell’asilo comunale».
Resta il rammarico per la gestione della vicenda e qualche genitore critica anche il fatto che contagio e contestuale blocco delle attività a scuola siano stati resi noti con una «comunicazione verbale demandata esclusivamente alle educatrici senza un passo ufficiale da parte del Comune. Chiusura del tutto inopinata e giuridicamente discutibile». (a.d.p.)