Asilo nido strapieno, 18 bimbi in attesa

21 Novembre 2017

Tortoreto, il Comune pensa a una convenzione con privati simile a quella fatta per la materna

TORTORETO. Diciotto bambini ancora in lista d’attesa: la seconda graduatoria annuale per l’accesso all’asilo nido comunale di Tortoreto, pubblicata nei giorni scorsi, torna a mostrare i numeri della carenza del servizio di cui si discute da tempo. Otto bambini dai 3 ai 18 mesi e dieci dai 9 ai 36, infatti, a novembre avanzato non hanno accesso alla scuola Topolino di via Carducci, l’unica pubblica nel territorio comunale.
Pochi giorni prima, in realtà, l’amministrazione comunale aveva già messo le mani avanti, aprendo alla possibilità di una convenzione con strutture private riconosciute dalla Regione che si impegnino ad uniformare il servizio rispetto a quella pubblica. Nei progetti educativi, ma anche nel prezzo, fissato a 314 euro di retta e modificabile a discrezione del Comune. A chiedere pubblicamente una convenzione in tal senso, era stata proprio una delle strutture private presenti nel territorio comunale, quella gestita dalla cooperativa Sirena, che aveva anche polemizzato sull’«assordante silenzio» dell’ente durante la gestione commissariale. Il problema, del resto, è annoso e ancora una volta vede il Comune di Tortoreto costretto a chiedere aiuto ai privati per coprire le carenze delle sue scuole e garantire servizi fondamentali come quello dell’asilo nido, importante non solo dal punto di vista formativo ed educativo per i piccoli ospiti del nido, ma anche e soprattutto per garantire ai genitori la possibilità di affidare i figli durante le ore di lavoro.
La vicenda, inoltre, è molto simile a quella della scuola materna: la lunga lista d’attesa per le iscrizioni all’unica struttura pubblica di via Giovanni XXIII, infatti, ha costretto gli amministratori comunali che si sono avvicendati negli ultimi anni prima a formare una convenzione onerosa con la paritaria San Giuseppe, poi ad accendere un mutuo per ampliare ulteriormente la scuola esistente. E’ chiaro, quindi, come l’amministrazione del sindaco Domenico Piccioni si sia trovata nel bel mezzo di un’emergenza scolastica causata principalmente dallo sviluppo demografico che la città ha avuto negli ultimi decenni, che attraversa tutte le fasce d’età e che cumula diversi problemi, dalla carenza di aule alla fatiscenza di alcuni edifici comunali. Enorme la quantità di fondi da trovare per sistemare la situazione, con l’obiettivo del nuovo polo scolastico che risulta la spesa principale, visti i sei milioni e mezzo di spesa prevista.
Luca Tomassoni
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