Asilo nido Ventre, dibattito aperto sul web

Roseto, alcuni genitori segnalano le criticità e altri contestano il clamore che ha avuto la vicenda
ROSETO. Si è aperto un vero e proprio dibattito a Roseto sulle presunte disfunzioni nell’asilo nido comunale Mariele Ventre. Da una parte c’è il Comune che parla di «criticità reali», sebbene limitate alla sola sezione medi, riscontrate durante un controllo a sorpresa nella struttura facendo seguito alle lamentele di un gruppo di genitori. Dall’altra la cooperativa “I Girasoli” che gestisce il servizio, i cui responsabili dicono che invece è tutto a posto, tranne per quanto riguarda gli spazi disponibili all’interno dell’asilo.
La vicenda, fino a quel momento confinata tra i vari soggetti interessati, è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica dal nostro giornale che ha riferito alcune delle disfunzioni denunciate dai genitori, peraltro senza mai usare il termine maltrattamenti. Bambini lasciati troppo a lungo con il pannolino sporco o messi a dormire nel bagno per evitare che disturbino gli altri, questa la descrizione riportata nel nostro primo articolo, che ha poi avuto più di un riscontro tra i commenti fatti sul web dagli stessi genitori. “I bimbi dormivano nel bagno-fasciatoio accanto all’aula con la porta chiusa, quindi senza nessuno che vigilasse su di loro”, scrive una mamma in uno dei numerosi commenti in chat sull’argomento, e aggiunge: “comunque non siamo genitori esagerati o troppo apprensivi, abbiamo solo notato delle cose che non ci facevano mandare con tranquillità i nostri bimbi lì dentro. Abbiamo chiesto aiuto, invece di fare polemiche, e qualcosa si stava muovendo”.
“Quante volte mi è capitato di arrivare lì e, guarda caso, mio figlio aveva appena fatto la cacca”, scrive un’altra mamma, “e me lo sono cambiata da sola prima di riportarmelo a casa. Quante volte l’ho ritrovato con il sederino rosso e dopo un po’ sono andata anche a contestare dalla maestra che almeno la crema o il talco glielo poteva mettere”. “Tre punti tra gli occhi a un bambino di due anni: ma come è possibile?”, posta un altro genitore, “bambini così piccoli non dovrebbero farsi tanto male in un asilo nido”.
Qualcuno tra i genitori ritiene che sarebbe stato più opportuno risolvere la questione senza troppi clamori. “Io non contesto le lamentele o il vostro disagio, ognuno sa cosa è meglio per il proprio figlio”, è il commento di un altro genitore, “io contesto le modalità con cui l’argomento è stato trattato: avrebbero dovuto parlarne solo gli utenti e gli organi addetti al controllo del corretto funzionamento del servizio, invece hanno spiattellato la notizia sul giornale”.
Non manca poi chi è convinto che il tutto sia riconducibile a una strumentalizzazione politica, ovvero all’ennesimo capitolo della guerra che contrappone l’attuale maggioranza a quella della passata consigliatura.
Federico Centola
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