Asl a caccia di anestesisti, ne servono 10

4 Settembre 2019

Il 16 il concorso. Fagnano: «Pochi i medici disponibili in questa branca, abbiamo bravi chirurghi e dobbiamo farli operare»

TERAMO. Un concorso determinante per il futuro della sanità teramana, quello che si svolgerà il 16 settembre. Non è un maxiconcorso come quello che si è svolto per infermieri o per Oss. Ma è strategico. E’ il concorso per anestesisti e rianimatori, figura professionale di cui la Asl ha un’assoluta carenza. Attualmente sono 48 gli anestesisti in servizio alla Asl di Teramo, ne servirebbero almeno 10 in più.
Al bando, ufficialmente per tre posti, hanno risposto in 28. Ma è un numero che va preso con le molle. Dei concorrenti alcuni già lavorano per la Asl a tempo determinato, quindi se vincessero in realtà il numero degli anestesisti in servizio non aumenterebbe, almeno nell’immediato. Poi bisogna vedere quanti di coloro che hanno presentato domanda si presenteranno alla prova. E infine quanti dei vincitori effettivamente accetteranno. «I concorrenti anestesisti nel Centro Italia», spiega il direttore generale Roberto Fagnano, «sono più o meno sempre gli stessi. Ora gli anestesisti vanno dove vogliono e quando vogliono, hanno mercato ovunque. In tutta Italia ce ne sono pochi, che possono scegliere dove andare». E di solito scelgono un ospedale più grande dove imparano di più, o dove non si fanno tante notti, o cercano di evitare gli ospedali “rischiosi”, ad esempio quelli piccoli.
«Dobbiamo solo incrociare le dita», aggiunge Fagnano, «e sperare di riuscire a prendere qualche anestesista in più. Ne abbiamo pochi, storicamente. Noi “mettiamo dentro” chirurghi bravi, come stiamo facendo adesso, aumentando la produzione e quindi le aspettative dei pazienti e poi non possiamo dare risposte perchè non abbiamo un numero sufficiente di sedute operatorie. Accade per esempio nel reparto di urologia di Atri, dove abbiamo due bravi urologi che si scontrano con questo problema. Anche a Sant’Omero sono arrivati due chirurghi nuovi. Potrei fare tanti altri esempi, ma da soli non sono sufficienti se non ci sono abbastanza sedute operatorie. Un altro esempio è la partoanalgesia che non si può fare per questa carenza. Servirebbero come minimo 10 anestesisti in più per produrre veramente quello che saremmo in grado di produrre. Dobbiamo incrociare le dita».
In fondo è quello che è accaduto per il recente concorso di chirurgia: «La graduatoria era di 22 vincitori, di questi siamo riusciti a prenderne 6, gli altri hanno rifiutato. Ora ne cerchiamo altri a tempo determinato. Il vero problema del futuro nella sanità sarà la mancanza di medici specialisti, in primis anestesisti, radiologi e chirurghi e poi altre specialità», conclude il direttore generale».
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