Asl, controllo dei nei fissato al 2021

25 Febbraio 2019

Protesta un anziano: «Mio figlio malato è costretto a farsi visitare a pagamento»

TERAMO. Per un controllo dei nei tramite epiluminescenza all'ospedale di Teramo bisogna ripassare nel 2021. È questa l'incredibile data in cui è stato fissato un appuntamento al teramano F.F. che venerdì scorso si è recato al Cup, insieme al padre, con regolare impegnativa del medico di base. «A mio figlio in una precedente visita sono stati trovati dei nei da tenere sotto controllo, per questo si deve sottoporre di nuovo all'esame», racconta A.F., padre del paziente, «e quando mi sono sentito dire che dovrò ripassare fra due anni sono rimasto molto stupito. Che prevenzione è? La prevenzione deve essere tempestiva, soprattutto se ci sono situazioni da tenere sotto controllo. Fra due anni può essere accaduto di tutto».
In effetti ad A.F. è stata offerta un'alternativa a più breve termine. Sarebbe potuto andare ad Atri, nel distretto sanitario di base, il 27 aprile di quest'anno. «Io ho 86 anni», spiega A.F., «come ci arrivo ad Atri? Mio figlio, perdipiù, è disabile, non è in grado di guidare. Capisco che la Asl è unica, ma non tutti i pazienti hanno la stessa capacità di spostarsi». L'anziano ha deciso che porterà il figlio disabile – che normalmente alla Asl avrebbe avuto l'esenzione dal pagamento del ticket – a fare una visita a pagamento. Dovranno fare un sacrificio ecnomico, «ma per la salute ne vale la pena».
Però un sassolino dalla scarpa A.F. se lo vuole togliere. «Davvero nessuno», dice, «pensa ad agevolare la vita a chi ce l'ha già molto complicata da una disabilità. Voglio fare un esempio: alcune zone del centro cittadino sono inaccessibili in auto, pur avendo il contrassegno dei disabili. Tempo fa avevo appena portato mio figlio al diurno in piazza Sant'Anna (ora è chiuso perchè inagibile, ndr) e stavo uscendo da centro quando un vigile mi ha fermato e voleva farmi la multa perchè non avevo il disabile a bordo. Ho dovuto faticare parecchio per spiegargli come stavano le cose. Sarebbe un segno di civiltà se ci fossero maggiori attenzioni per chi è in una situazione di debolezza, anche nelle prenotazioni».(a.f.)
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