Asl, Fagnano è il nuovo direttore generale

10 Settembre 2014

Incarico di tre anni, l’assessore Paolucci lo presenta al comitato dei sindaci: «È un tecnico con un curriculum importante e non ha colore politico»

TERAMO. Alla fine l’ha spuntata Roberto Fagnano, colui che da 20 giorni si dà per favorito nella corsa alla poltrona di manager della Asl teramana, lasciata vacante dall’ex direttore generale Paolo Rolleri che, genovese d’origine, il 10 luglio scorso ha rimesso il suo mandato nelle mani del presidente della Regione «per riavvicinarsi alla famiglia» (anche se Rolleri, uomo scelto dall’ex governatore Chiodi, con la vittoria del centrosinistra alle passate elezioni regionali si è, forse, sentito poco motivato a proseguire il suo lavoro a Teramo). Ieri l’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, ha presentato il nome e il curriculum vitae del 51enne avvocato molisano che guiderà la Asl al comitato ristretto dei sindaci (composto dai primi cittadini di Teramo, Maurizio Brucchi, di Atri, Gabriele Astolfi, di Giulianova, Francesco Mastromauro, di Roseto, Enio Pavone e di Sant'Omero, Andrea Luzii) prima di portare la delibera di nomina in giunta (qui è stata approvata alle 19,10 di ieri). Ed è proprio questo passaggio «preventivo» una delle prime novità che la giunta targata D’Alfonso ha apportato in seno alla politica sanitaria. «Ho fatto personalmente tutti i colloqui fra i dirigenti disponibili nell’albo regionale», ha spiegato Paolucci, «quella su Fagnano è una scelta neutra, che non ha colore politico come a volte nel passato è successo. E dato che non lo stiamo imponendo, il passaggio essenziale, per noi, è “consegnarlo” prima al territorio». D’altra parte, il manager per i prossimi tre anni dovrà guidare la Asl con scelte che avranno ricadute proprio sui cittadini. L’incontro con i sindaci, cominciato alle 16 in punto nell’ufficio del primo cittadino Brucchi, si è svolto con linearità, a eccezione di qualche riserva espressa da Astolfi. «Paolucci ci ha spiegato che il nuovo direttore è una persona esperta, un tecnico lontano dalla politica», ha detto Brucchi, «abbiamo apprezzato che un assessore venisse a incontrare un comitato ristretto dei sindaci per illustrare il nome del futuro direttore della Asl». Personalmente, intanto, Brucchi ha lanciato ieri una «frecciatina» all’assessore, dicendosi pronto ad accettare una Asl unica; «ma mi opporrò con tutte le forze a due Asl che sarebbero sbilanciate verso L’Aquila». Intanto, definito il suo insediamento, Fagnano avrà una priorità assoluta, come indicato da Paolucci: «Dobbiamo uscire dal commissariamento, affrontare il patto ministeriale per la salute e riorganizzare la sanità. Soltanto dopo, semmai, si potrà riparlare di accorpamento fra Asl». Il contratto di Fagnano scadrà fra tre anni, «per poter avere la possibilità di far decadere il manager in caso di riorganizzazione sanitaria». Tra i criteri di valutazione Paolucci è stato chiaro: «Prevenzione, screening e abbattimento dei tempi d’attesa».

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