Asl, in fumo il risparmio di 1,5 milioni

4 Marzo 2019

La Regione si riprende d’urgenza gli utili conseguiti nel 2016 e 2017 per coprire il buco delle altre tre aziende sanitarie

TERAMO. Tornare a casa con un bel voto, il più alto della classe, e beccarsi un sonoro scapaccione dalla mamma. Più o meno è quello che è accaduto alla Asl di Teramo. L’azienda sanitaria ha pubblicato il 28 febbraio una delibera firmata dal direttore generale Roberto Fagnano in cui sostanzialmente ha dovuto modificare il bilancio del 2017, adottato quasi un anno fa, il 30 aprile del 2018.
La Asl si è dovuta adeguare a una determinazione dirigenziale del 22 febbraio scorso in cui la Regione ha sostanzialmente ordinato all’azienda teramana di restituire gli utili conseguiti nell’esercizio del 2016 e del 2017. In sostanza la Regione si è ripresa i risparmi fatti dalla Asl. E non sono bruscolini, visto che si parla di un milione 134mila euro nel 2016 e 338mila euro nel 2017. Il totale è un milione 472mila euro. Più o meno ci si sarebbe potuta acquistare una Pet, macchinario basilare per lo studio dei tumori che, fra l’altro, la Asl di Teramo è l’unica a non avere in Abruzzo.
Ma quello che fa riflettere è il motivo per cui la Regione ha richiesto indietro i soldi. Le altre aziende sanitarie hanno, ormai da tempo, un’assegnazione risorse molto maggiore. In sostanza l’assegnazione pro-capite (cioè per ogni abitante) arriva anche a 300 euro in più nelle altre Asl. Nonostante questo tutte e tre hanno conseguito gravi perdite di bilancio nel 2017. Il Tavolo di monitoraggio ministeriale ha rilevato «un nuovo disallineamento» nei conti della sanità e quindi la Regione ha disposto «ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 118/2011, di utilizzare le risorse della Asl ai fini del ripiano delle perdite del servizio sanitario regionale dell’Abruzzo». E quindi i soldi si prendono dall’unica Asl virtuosa.
Certamente il milione e mezzo prelevato nelle casse della Asl di Teramo non servirà a coprire totalmente il buco, visto che pare il disavanzo ammonti a circa 50 milioni.
A dire il vero non è la prima volta che la Asl di Teramo viene usata come salvadanaio da cui attingere denaro. Anche negli anni precedenti tutti i risparmi conseguiti dalla Asl teramana – nel 2015 il risparmio fu di 8 milioni di euro – sono stati incamerati dalla Regione. A questo punto la necessità di un riequibrio del trattamento economico è indispensabile. La Asl di Teramo ha molti parametri livellati al basso, rispetto al resto d’Abruzzo. Uno è l’assegnazione pro capite dei finanziamenti, un altro ad esempio, sono i tetti di spesa, cioè il limite assegnato per alcune spese, ad esempio quella dei farmaci.
E questi minori finanziamenti, se si sommano al prelievo dei risparmi effettuati in ogni bilancio – con cui si potrebbero fare preziosi investimenti in attrezzature – trasformano il tutto in una vera e propria beffa.
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