Asl, negati ai pasti ai dipendenti

16 Luglio 2016

Ospedale di Sant’Omero, a sorpresa le cucine non forniscono più cibo al personale

SANT’OMERO. Cancellata la mensa per i dipendenti dell’ospedale di Sant’Omero che restano senza il pasto.

Al “Val Vibrata”, qualche giorno fa, i dipendenti che fruivano del servizio cucina annesso al presidio sanitario hanno scoperto che i cuochi che preparano il vitto per i degenti, non predisponevano più né panini né refezioni ordinarie ai dipendenti della Asl. «E non sappiamo perché», segnalano alcuni lavoratori, «E’ vergognoso che siamo stati tenuti all’oscuro ed ancor più che ci venga negato il diritto a consumare un pasto come tutti i normali cittadini». «Ho scoperto che non potevo consumare il pranzo solo quando mi sono recato in cucina», aggiunge un operatore sanitario, «I cuochi mi hanno detto che non potevano più servirmi né un pasto frugale e né uno tradizionale ma non mi hanno saputo fornire una spiegazione. Chi l’ha deciso? Perché?».

All’ospedale di Sant’Omero degenti e loro familiari, operatori sanitari e visitatori possono rifocillarsi solo con i distributori automatici di bevande e snack. Non esiste un bar né una tavola calda nella hall, come all’ospedale “Mazzini” di Teramo. Fuori la struttura ospedaliera vibratiana c’è un solo esercizio commerciale in grado di servire pasti veloci o completi, altri ce ne sono ma a distanza di qualche centinaio di metri. «Noi paghiamo con soldi nostri il carnet di buoni per la consumazione di pasti che vanno da 1,90 euro di valore a salire», ci raccontano da Sant’Omero, «per cui il nostro vitto non è a carico della Asl. Molti di noi lavorano con orario non stop, altri turnano, molti fanno la reperibilità. All’improvviso ci viene negato il diritto alla ristorazione. Non sappiamo chi l’abbia deciso e per quale motivo. Per pranzare dovremmo quindi uscire dall’ospedale e recarci in qualche ristorante, abbandonando il servizio e soprattutto pagando costi di gran lunga superiore al prezzo in convenzione che finora abbiamo corrisposto».

La cancellazione del servizio mensa sta sollevando polemiche ed i sanitari che fruivano del servizio vogliono giustificazioni e chiedono l’immediato ripristino della mensa, perché lo considerano un loro diritto e chiedono alle forze sindacali un intervento in tal senso nei confronti della Asl teramana, nel caso in cui ad assumere la decisione fosse stata la dirigenza.

Alex De Palo

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