Asl, ondata di assenze per malattia e 104

A fine giugno sono arrivati più di 60 certificati e congedi parentali: manca il personale, accorpamenti obbligati per i reparti
TERAMO. Accorpamenti no, anzi sì. Quest’anno la Asl c’ha provato a non raggruppare i reparti negli ospedali teramani durante il periodo estivo per far fronte alle turnazioni del personale in ferie, ma non ci è riuscita. Non ce l’ha fatta perché un’improvvisa, ma neanche tanto, ondata di richieste di congedi parentali e assenze per malattia ha fatto saltare il piano anti-accorpamenti messo a punto non più tardi di un mese fa dai vertici aziendali. «Al 30 giugno ne sono arrivate oltre 60, tutte per il periodo di luglio e agosto, attaccate alle ferie», fa sapere il direttore generale Roberto Fagnano, «ma le stiamo ancora contando».
Sono bastate comunque quelle già conteggiate per costringere l’azienda a un cambio di programma. «Tra fine maggio e i primi di giugno avevamo immaginato di evitare gli accorpamenti, per quanto questi non comportino alcuna riduzione dei servizi», spiega il manager, «facendo uno sforzo che avrebbe garantito qualcosa in più nell’interesse di tutti». Per coprire le ferie del personale ospedaliero la Asl, in pratica, avrebbe fatto ricorso a 60 assunzioni per tre mesi relative soprattutto a infermieri. L’operazione sarebbe costata un milione di euro. «Avremmo affrontato una spesa aggiuntiva», tiene a precisare Fagnano, «proprio per evitare gli accorpamenti». L’ondata di certificati medici e richieste di congedi per assistenza a parenti non autosufficienti, le cosiddette 104, hanno di fatto raddoppiato l’esborso necessario per ottenere il risultato programmato. A fronte della prospettiva di spendere due milioni di euro l’azienda sanitaria ha ingranato la retromarcia. Nessuna assunzione a tempo determinato, zero costi aggiuntivi e accorpamento delle unità operative nei quattro ospedali della provincia per il periodo tra luglio e agosto. «I reparti funzioneranno bene lo stesso», tiene a precisare Fagnano, «d’altra parte richieste di congedi parentali, assenze per cause di servizio e presentazione di certificati medici rientrano tra i diritti dei lavoratori e sono pienamente legittimi». Dati alla mano, però, emergono elementi sospetti. «Quasi tutte le richieste sono attaccate alle ferie», rileva il direttore generale, «riguardano i tre mesi estivi e se andiamo a vedere chi le presenta, sono sempre gli stessi». Si potrebbero definire recidivi, ma Fagnano si limita a constatare i fatti. «C’è chi lo ha fatto abitualmente negli ultimi anni», osserva, «alcune richieste sono fondate, ma altre non possono che risultare opportunistiche». Il direttore ribadisce che non si tratta di negare diritti ai dipendenti. «La legge consente queste assenze giustificate», insiste, «ma capitano sempre nello periodo: i diritti di curarsi o di assistere un familiare si esercitano tutti a luglio». Resta l’amaro in bocca per il sospetto che qualcuno ci marci ma anche per un altro motivo. «Proprio nel mese in cui abbiamo applicato il nuovo contratto di comparto pagando tutti gli arretrati», conclude il manager, «non ci si aspettava atteggiamenti del genere».
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