«Asl penalizzata dai fondi regionali»

9 Dicembre 2020

I sindacati intervengono sui criteri di assegnazione: «Rivedere i limiti di spesa»

TERAMO. Anche i sindacati intervengono sull’entità del fondo sanitario regionale previsto per la sanità teramana e in una nota scrivono «che fino al 2019 l’assegnazione del Fsr sia stato squilibrato e penalizzante per il sistema sanitario della provincia di Teramo e privo di qualsiasi criterio di coerenza con i criteri assegnati invece dal governo centrale alle regioni. Si è cioè operato un taglio lineare sulla spesa storica anziché utilizzare un sistema sostanzialmente pro–capite. Con tale sistema la Regione ha supportato le Asl che continuavano a sostenere costi sempre maggiori, penalizzando nel contempo quella teramana che negli ultimi anni ha sempre rispettato l’equilibrio di bilancio come ribadito in tutte le relazioni accompagnatorie inserite negli strumenti di programmazione».
Secondo Cgil, Cisl e Uil «a fronte di una perdita complessiva di oltre 216 milioni di euro generato dalle altre Asl regionali, l’utile di circa 3,5 milioni di euro della Asl di Teramo è stato utilizzato al fine di concorrere a ripianare il debito sopra citato. Il gap di assegnazione ha replicato negli anni una situazione di difficoltà che ha di fatto impedito l’assunzione di ulteriore personale, la realizzazione di ulteriori investimenti in attrezzature e tecnologia». E, aggiungono, «ha impedito anche di attuare strategie volte ad arginare la crescente mobilità passiva, predominante verso la regione Marche».
Per le organizzazioni sindacali, dunque, «non può che rilevarsi con assoluta evidenza il sottodimensionamento del limite di spesa per il personale fissato per la Asl di Teramo, anche e soprattutto in rapporto alle altre realtà aziendali regionali; sottodimensionamento al quale – si auspica - occorrerebbe fornire un’adeguata risposta in termini di incremento del riferito limite di spesa, anche nella necessaria prospettiva della opportunità di garantire un’omogeneità di trattamento alle singole realtà territoriali della Regione Abruzzo in termini di potenziali prestazioni sanitarie da fornire alla cittadinanza».
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