Asl, piano contro le lunghe attese: già recuperate 40mila prestazioni

2 Febbraio 2022

L’azienda mette in campo una serie di iniziative per accelerare i tempi delle attività ambulatoriali Rivisti i calendari per classi di priorità: dimezzati esami con scadenze lunghe per favorire le urgenze

TERAMO. La corsa allo smaltimento delle liste di attesa e per il recupero delle prestazioni saltate a causa del Covid-19 è già iniziata. Nonostante la pandemia negli ultimi mesi abbia vibrato un altro pesante colpo al territorio e ai suoi servizi sanitari, l’ultimo scorcio del 2021 ha segnato per la Asl un punto di svolta nella gestione delle attività ambulatoriali. È quanto emerge dai dati illustrati agli amministratori comunali, nel corso dell’ultima riunione del comitato ristretto dei sindaci, dal direttore generale Maurizio Di Giosia. I numeri presentati in quell’occasione rappresentano il primo effetto del piano straordinario messo a punto dall’azienda proprio per tagliare i tempi di attesa e che, in prospettiva, assicura ulteriori progressi già nell’arco del 2022.
IN RECUPERO SUL COVID
Già durante l’anno appena trascorso, approfittano delle tregue concesse dall’emergenza pandemica, la struttura sanitaria provinciale ha reagito alla fase più critica della diffusione del contagio. Nel corso del 2021 e nel primo mese di quest’anno, infatti, sono state recuperate circa 40mila prestazioni sanitarie ambulatoriali non erogate nel primo semestre 2020 a causa del lockdown per frenare la proliferazione del coronavirus. Il raffronto tra le cifre complessive delle prestazioni ambulatoriali definite “traccianti”, in sostanza essenziali, nel biennio passato indicano con chiarezza la portata dell’incremento. Nel 2022 si sono attestate, infatti, a 174.507, mentre l’anno scorso hanno toccato quota 232.390. C’è stata, insomma, un’impennata di 57.883 prestazioni in più da un periodo all’altro, comprese quelle recuperate dal lockdown.
REVISIONE DEI CALENDARI
Altro punto focale del piano che già sta producendo i suoi effetti riguarda la distribuzione delle prestazioni a seconda delle classi di priorità. Da novembre, sempre stando al report elaborato per il comitato ristretto, in confronto al periodo precedente è stata invertita la proporzione tra le diverse categorie. Le prestazioni classificate come “programmabili”, riferite quindi a situazioni non di conclamata urgenza e da fornire di conseguenza entro 120 giorni, sono state di fatto dimezzate, passando da 64 al 35,5 per cento del totale. Ne hanno tratto vantaggio i pazienti con necessità più immediate. Le prestazioni “differibili”, con visita entro 30 giorni ed esame entro 60, sono cresciute dal 15 al 27,9 per cento, mentre quelle brevi, fissate entro dieci giorni hanno subito l’incremento più consistente: dal 16 al 31,2 per cento. In crescita, sebbene limitata, anche le urgenze, a cui rispondere entro tre giorni, passate dal 5 al 5,2 per cento. Sul recupero quantitativo delle prestazioni ambulatoriali hanno evidenziato efficacia anche altri servizi indicati nel piano straordinario che sarà sviluppato nei prossimi mesi.
LE RICHIAMATE
L’analisi pone in rilievo soprattutto il “recall”, la conferma degli appuntamenti richiesta ai pazienti prenotati per un esame. Tramite questo sistema a dicembre sono state recuperate 400 prestazioni, che salgono a poco più di mille se si considerano gli ultimi due mesi e mezzo a fronte di 29.500 richiamate degli operatori incaricati di confermare le prenotazioni. Gli spazi liberati non sono andati persi. È stato possibile occuparli tramite i pazienti inseriti nelle pre-liste di attesa riservate a chi, pur rientrando in una determinata classe di priorità, non ha trovato posto entro la scadenza prevista.
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