Asl, spunta il caso ufficio stampa

Botta e risposta sul concorso tra Pallotta (Ordine giornalisti) e manager Di Giosia
TERAMO . Botta e risposta tra Asl e Ordine dei giornalisti d’Abruzzo sulla commissione esaminatrice del concorso per l'assunzione a tempo indeterminato di un addetto stampa. Con la delibera del 4 marzo, firmata da manager Maurizio Di Giosia, è stato istituito l’organismo di valutazione formato «da soli ingegneri», come ha denunciato in una nota inviata in mattinata dal presidente regionale dell'Ordine dei giornalisti Stefano Pallotta.
Lo stesso Pallotta si è riservato, dunque, di portare la vicenda alla conoscenza del ministero della Funzione pubblica, della presidenza della giunta regionale e dell'assessore regionale alla sanità, intraprendendo azioni di tutela in merito all'esclusione dei laureati in Scienze delle comunicazioni.
«La direzione della Asl, nonostante le sollecitazione dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo», ha spiegato Pallotta, «non ha ritenuto di far partecipare al concorso i laureati in Scienze delle comunicazioni dell'università di Teramo, iscritti all'Ordine dei giornalisti, dopo un master post-laurea. È un fatto acquisito che quelli della triennale possano partecipare ai concorsi». Il presidente ha evidenziato, inoltre, che «l'Ordine dei giornalisti ha la funzione specifica di tutelare la dignità professionale dei propri iscritti non può consentire che essa possa essere svilita da atti che mal si celano dietro norme applicate con esasperati formalismi».
Sulla questione, nel pomeriggio di ieri, è intervenuto Di Giosia. «Prendiamo atto della presa di posizione dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo rispetto alla composizione della commissione di concorso per addetto stampa della Asl di Teramo», ha evidenziato il direttore generale, «ma al riguardo precisiamo che nella medesima commissione è stato individuato un componente iscritto all’Ordine e a sua volta addetto stampa: si tratta di Felicia Caprara, capo dell’ufficio stampa della Asl di Chieti. Il nome non era stato inserito nel primo atto di nomina per mero errore materiale».

