Asl, straordinario a valanga Già pagate più di 100mila ore
TERAMO. La Asl ha avviato una verifica sulle ore di straordinario lavorate nel 2018 dal personale non medico. Il direttore amministrativo precisa alcune cifre fornite dai sindacati, secondo cui sono...
TERAMO. La Asl ha avviato una verifica sulle ore di straordinario lavorate nel 2018 dal personale non medico. Il direttore amministrativo precisa alcune cifre fornite dai sindacati, secondo cui sono state 165mila le ore lavorate. Maurizio Di Giosia rileva che sono state di più: 176mila. Una cifra a suo giudizio, non così abnorme come di primo acchito si potrebbe pensare, vista la carenza di personale. In fondo osserva Di Giosia, sono 75 ore all’anno circa pro capite, visto che i dipendenti sono circa 2.200. Inoltre, osserva il direttore amministrativo della Asl, buona parte di questo straordinario è stato già pagato al personale. Restano da pagare circa 67mila ore. E’ il corrispettivo di quasi un milione di euro, che la Asl pare abbia intenzione di pagare.
Questo però, come fatto rilevare dai sindacati in una nota allarmata di qualche giorno fa, comporterebbe, secondo i progetti della Asl, una sospensione dei pagamenti di un’altra voce in busta paga: la produttività. Il motivo è presto detto: per legge la Asl non può sforare la spesa di un determinato fondo, cosa che accadrebbe se venissero pagati sia lo straordinario che la produttività. I vertici della Asl potrebbero dover rispondere di danno erariale.
Ma i sindacati non ci stanno e chiedono che venga adottata un’altra soluzione: «Se è vero, come è vero, che tra Asl abruzzesi, quella teramana è l’unica a chiudere in attivo il proprio bilancio, è del tutto impensabile aprire un tavolo di confronto con la Regione per veder riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori che hanno contribuito a raggiungere un risultato così importante, risorse aggiuntive da destinare all’istituto della produttività come previsto dal contratto nazionale?», si chiedono. (a.f.)

