Asl, tra permessi e malattie manca un terzo del personale

6 Gennaio 2017

Infermieri assunti a gennaio e subito assenti. Su otto contratti a tempo indeterminato appena firmati tre non prenderanno nemmeno servizio. Fagnano: «In questo modo è difficile organizzare i turni»

TERAMO. La Asl è un luogo dove ci si ammala. Quello che sembra un'ovvietà in realtà non lo è se si considera che ad ammalarsi sono gli operatori sanitari e i loro parenti. Quanto accaduto in questi giorni è emblematico di quanto pesi la salute cagionevole sulla grave carenza di personale che affligge la Asl e che limita di molto l'operatività di interi settori. Su 8 infermieri assunti a tempo indeterminato attingendo a una graduatoria di mobilità da altre Asl il 1° gennaio ben tre non prenderanno servizio.

Due infatti, dopo aver completato la pratica di trasferimento da altra Asl e firmato il relativo contratto hanno dichiarato di essere in stato interessante, e uno è in malattia e lascia intendere che prolungherà il certificato di altri 9 mesi. Nessuna delle due ha dichiarato prima dell'assunzione di essere incinta per cui i costi se li deve accollare la Asl di Teramo, in quanto nel pubblico l'Inps non interviene. Se l'avessero dichiarato se li sarebbe accollati l'amministrazione di provenienza. «In effetti tra permessi in base alla legge 104, certificati di inidoneità e prescrizioni varie, oltre a maternità e malattie di vario tipo gli infermieri assenti oppure esonerati dai turni superano il 30%», conferma Roberto Fagnano, direttore generale della Asl. Che fa notare anche come, fra gli infermieri assunti con contratto a tempo determinato o con contratti interinali tramite l'agenzia Etjca le percentuali delle assenze siano molto minori.

Il problema in effetti è comune a tante altre Asl d'Abruzzo: lo stesso assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci ha recentemente dichiarato che «quel 10% di ore di assenza al giorno negli ospedali pubblici è davvero troppo: il tasso di assenza per la legge 104 e per le prescrizioni è cinque volte che nel privato».

Per ritornare alle percentuali della Asl di Teramo si può dire che tre-quattro infermieri su 10 usufruiscono di una delle diverse tipologie di assenze previste dalla legge. Basti pensare che solamente per la legge 104 sono circa 700 i dipendenti (su circa 3.300) che usufruiscono di permessi. In alcuni casi in gergo si parla di 208: infatti chi assiste due parenti disabili può prendersi il doppio di giorni di assenza. Il permesso può essere replicato se ci si occupa di altri parenti o affini fino al terzo grado invalidi.

Il limite massimo è chiedere permessi per occuparsi di tre parenti invalidi e in questo caso si ha diritto fino a 9 giorni di permessi retribuiti al mese.

Ovviamente i permessi valgono anche se l'handicap ce l'ha il dipendente stesso, che può anche scegliere di evitare le giornate di permesso ma di ridurre l'orario di lavoro giornaliero. Connesso, se richiesto, è anche l'esonero dai turni notturni o dallo svolgimento di mansioni non compatibili con l'handicap.

Ma ci si può assentare dal lavoro anche seguendo un'altra via, sempre indicata da una norma, il decreto legge n. 42 del 2001.In questo caso la norma prevede che si possono ottenere fino a 2 anni di congedo straordinario retribuito se si ha un figlio, coniuge o fratello (adesso fino al 3° grado di parentela) gravemente malato e non c'è nessuno che lo accudisca.

Sembra un paradosso, ma a concedere i nulla osta alla fruizione dei permessi, anche quelli che, ad esempio, impediscono al personale di svolgere determinate mansioni o i turni, sono gli stessi medici della Asl. Che ovviamente sono chiamati ad applicare norme forse troppo permissive. Senza contare che ci sono certamente coloro che approfittano di quello che è un diritto sacrosanto. Il nodo infatti non è l'esistenza o meno di un invalido in famiglia, ma il fatto che l'assenza dal lavoro venga usata sempre per assisterlo.

Ma questo è. E i vertici della Asl si trovano stretti in una morsa. Da una parte l'esorbitante numero di dipendenti che si assentano, dall'altra l'impossibilità a fare assunzioni a tempo determinato per sostituire il personale a tempo indeterminato che si assenta. La Asl ha superato il tetto di spesa per i contratti a tempo determinato e non può più farne. «Quando manca il personale che fa i turni la situazione diventa drammatica», spiega Fagnano, «per questo è un problema mantenere i servizi sulle 24 ore, che richiedono il triplo di personale, se va bene». Emblematico quanto accaduto in questi giorni con gli otto infermieri. A febbraio ne saranno assunti altri 12 e a marzo un'altra ventina. «Non sappiamo che cosa accadrà, speriamo bene», commenta laconico il direttore generale.

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