Asl, via libera alla proroga per i 191 precari

30 Ottobre 2018

TERAMO. «Possono essere prorogati tutti i contratti flessibili nella Asl di Teramo». E’ l’annuncio dei segretari provinciali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl, Pancrazio Cordone, Andrea Salvi e Alfiero...

TERAMO. «Possono essere prorogati tutti i contratti flessibili nella Asl di Teramo». E’ l’annuncio dei segretari provinciali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl, Pancrazio Cordone, Andrea Salvi e Alfiero Di Giammartino al termine della riunione che si è tenuta in Regione.
Nell’incontro, a cui hanno partecipato l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci e i direttori generali delle Asl o loro delegati, oltre ai sindacati e ad alcuni funzionari dell’ente, «sono stati rimossi tutti gli ostacoli che impedivano la proroga dei contratti a tempo determinato compresi quelli afferenti alla società interinale. Lo stesso dipartimento con specifica nota ha invitato i 4 direttori generali delle Asl abruzzesi, a porre in essere tutti gli atti organizzativi necessari ad assicurare l’erogazione dei Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr), provvedendo innanzitutto all’ottimale allocazione del personale a tempo indeterminato in servizio e, quindi, all’utilizzo di personale a tempo determinato strettamente necessario all’erogazione dei predetti Lea», si legge in una nota dei sindacati.
La proroga, che nel caso teramano interessa 191 operatori, non risolve molto se non l’emergenza, visto che è fino alla fine dell’anno. I sindacati non a caso osservano che «resta una situazione emergenziale: la problematica inerente la carenza di personale sanitario va con urgenza affrontata e risolta in modo organico e definitivo per una sanità adeguata e di eccellenza che risponda al massimo alle esigenze dei cittadini. In tal senso sono stati programmati incontri sindacali per definire una nuova metodologia per la determinazione del fabbisogno di personale del servizio sanitario della Regione, la quale bozza è stata già inviata al ministero della Salute per la necessaria condivisione». I sindacati hanno anche ribadito che è necessario riportare in equilibrio il rapporto operatori socio-sanitari/infermieri in servizio rispetto a quello attuale, 1 su 5, su una media nazionale di 1 su 2,5: oggi in carenza di Oss gli infermieri vengono adibiti a mansioni non corrispondenti alla loro professionalità».