Asp 2, l’Ugl fa appello a Marsilio

Atri, il sindacato: «Intervenga su indebite ingerenze e conflitti d’interesse»
ATRI. L’Ugl Pescara torna ad attaccare l’Asp 2 con sede ad Atri e chiede al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio interventi. Secondo il sindacato ci sarebbero indebite ingerenze della governance sulla gestione amministrativa dell’ente. Ieri mattina nella sala consigliare del Comune di Atri il segretario provinciale Armando Foschi ha affrontato diverse problematiche dicendo: «Cci sono spostamenti arbitrari del personale, svuotamento delle competenze e delle aree di pertinenza dei dipendenti iscritti all’Ugl e, soprattutto, c’è l’instaurazione di un clima di intimidazione nei confronti dei dipendenti che non si adeguano alle direttive quando le stesse non rispettano la normativa: chiediamo un intervento concreto e definitivo del presidente Marsilio a tutela dei lavoratori».
Foschi parla anche di conflitti di interessi: «La fornitura di frutta e verdura alle strutture dell’Asp 2 fa capo a familiari di primo grado del presidente Giulia Palestini, ovvero il padre e lo zio. Abbiamo poi appreso che il direttore dell’Asp Gabriele Astolfi riveste anche la carica di consigliere d’amministrazione della società Abruzzo Sviluppo e a questo punto chiediamo alla Regione di verificare se non ricorrano i presupposti dell’incompatibilità». Il sindacato paventa ingerenze nell’attività amministrativa ordinaria: «La presidente Palestini pretende di gestire personalmente i servizi amministrativi della Asp 2, come la Pec istituzionale e il servizio Protocollo, sottraendolo al responsabile dell’area. Praticamente è come se un sindaco decidesse oggi, in virtù della propria carica, di gestire personalmente la Pec e il Protocollo del proprio Comune. Dal mese di febbraio», ha concluso Foschi, «l’azienda agricola Ricciconti ha iniziato un’esperienza importante di internazionalizzazione, riportando risultati concreti dalle missioni a Dubai e Bruxelles con la Regione Abruzzo, l’Arap e la Camera di commercio Chieti-Pescara, che hanno avuto risonanza mediatica. E la risposta del Cda e del direttore è stata quella di ignorare tali successi e di iniziare l’isolamento fisico dell’amministratore unico: dal mese di aprile tutte le delibere approvate dal Cda non vengono più preparate dagli uffici dell’Asp, come previsto dalla legge, ma all’esterno». (d.f.)

