Assalti ai bancomat, catturati 8 banditi

Sono tutti di Cerignola: i furti agli sportelli automatici di istituti di credito e uffici postali messi a segno con gli esplosivi
VAL VIBRATA. Sono finiti in trappola i banditi che, nella notte tra il 23 e il 24 marzo scorsi, hanno seminato il terrore in Val Vibrata assaltando con l’esplosivo il postamat di Martinsicuro dopo aver fallito un colpo con analoghe modalità all’Unicredit di Alba Adriatica.
Ieri mattina la polizia di Foggia ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di otto malviventi di Cerignola accusati «di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato agli sportelli postamat e bancomat, rapina, furto in esercizi commerciali, detenzione di armi e fabbricazione di manufatti artigianalmente denominati “marmotte”, assimilabili agli ordigni esplosivi utilizzati come armi da guerra», spiegano dalla questura pugliese. La banda criminale è entrata in azione, oltre che nel Teramano, anche in Puglia, Basilicata e Campania.
Dalle indagini condotte dalla squadra mobile foggiana è emerso che la gang «studiava attentamente le aree di interesse, i percorsi da seguire e il posizionamento delle telecamere di videosorveglianza. Gli indagati impiegavano delle auto potenti e veloci, spesso rubate o noleggiate, per fuggire nel più breve tempo possibile».
Ed è esattamente quello che è accaduto a Martinsicuro, in via Piemonte, dove la banda – poco meno di tre mesi fa – è riuscita ad arraffare un bottino di circa 20.000 euro dopo aver piazzato l’ordigno nell’erogatore di banconote.
Un’esplosione che ha causato danni enormi: basti pensare che, tuttora, l’ufficio postale è chiuso perché lo stabile che lo ospita è stato dichiarato inagibile. Il risultato è che ancora oggi, in attesa che venga attivato un ufficio provvisorio all’interno di un prefabbricato, i residenti sono costretti a recarsi alle Poste di Villa Rosa per riscuotere la pensione e usufruire degli altri servizi.
I malviventi devono rispondere anche del furto di un’automobile, nello specifico un’Alfa Romeo Stelvio, compiuto a Tortoreto il giorno precedente al doppio assalto di Alba e Martinsicuro. «Per quanto riguarda i furti agli sportelli automatici», hanno spiegato gli investigatori, «gli indagati, con il volto coperto e armati, utilizzavano gli ordigni esplosivi artigianali per accedere al deposito di denaro, provocando anche ingenti danni agli edifici. Dopo essersi impossessati delle banconote, i malviventi, per non essere raggiunti dalle forze di polizia, gettavano a terra bande chiodate, mettendo a repentaglio l’incolumità degli agenti che li avrebbero dovuti inseguire».
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