Assalto al blindato, il pm: 5 anni a Gentile

Il giovane teramano è accusato di tentato omicidio di un carabiniere negli scontri di Roma del 2011
TERAMO. Una condanna a 5 anni è la pena chiesta dal pubblico ministero al tribunale di Roma per Mauro Gentile, il giovane teramano residente ad Ancona che deve rispondere di tentato omicidio di un carabiniere per l’assalto a un mezzo blindato dell’Arma durante gli scontri di piazza avvenuti il 15 ottobre 2011 a Roma. Gentile, che deve rispondere dell’accusa con latri due imputati, avrebbe, come si legge nel capo di imputazione, «compiuto atti idonei a cagionare la morte del carabiniere Fabio Tartaglione, conducente di un blindato, non riuscendo nell’intento per cause non dipendenti dalla propria volontà». In particolare il giovane teramano è accusato di aver lanciato dei sassi, mentre gli altri due imputati avrebbero dato fuoco al veicolo e colpito il militare al volto con un bastone. Il processo è stato aggiornato al 29 ottobre prossimo, ma la sentenza è prevista non prima della fine dell’anno.
Per lo stesso episodio Gentile, insieme ad altri imputati tra cui il leader di Azione antifascista Davide Rosci, è stato già condannato in appello a 5 anni di reclusione ma in questo caso per l’accusa di devastazione e saccheggio, un’imputazione sempre contestata dalle difese soprattutto perché per alcuni degli imputati non sarebbe mai stata dimostrata la loro partecipazione diretta all’assalto del mezzo blindato dei carabinieri.
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