Assalto armato nell’azienda dei cinesi

18 Luglio 2015

Castellalto, fallito il colpo in una jeanseria adiacente quattro banditi rapinano cinque operai stranieri in un laboratorio

CASTELLALTO. Cercavano jeans di marca, sono scappati con 1600 euro dopo aver legato e imbavagliato cinque cittadini cinesi sorpresi nella loro stireria di Villa Zaccheo di Castellalto.

E’ una rapina a mano armata quella che intorno alle 22.30 di venerdì sera in quattro hanno messo a segno in uno stabilimento della zona industriale. I malviventi sono entrati nell’opificio dove i cinque stavano ancora lavorando. Con il volto coperto da passamontagna e armati di pistole (probabilmente di tipo giocattolo) i banditi hanno minacciato i cinesi e li hanno legati usando delle fascette di plastica.

Molto probabilmente l’obiettivo era quello di mettere a segno un colpo nell'opificio confinante, di proprietà dello stesso gruppo di imprenditori, dove erano stoccati perchè già confezionati, migliaia di jeans di marca pronti per la consegna.

Si sarebbe trattato di un bottino ingente ed era questo il loro vero bersaglio ma per arrivarci c'era da superare il sistema di allarme. Che però è scattato all'improvviso a mettere in fuga i rapinatori che si sono dileguati per le zone circostanti dopo essersi impossessato dei soldi e di alcuni orologi di marca. I cinesi legati all'interno dell'azienda sono riusciti solo più tardi a liberarsi e a dare l'allarme. Le indagini sono portate avanti dai carabinieri del reparto operativo, diretti dal maggiore Nazario Giuliani , e da quelli della compagnia di Giulianova diretti dal capitano Domenico Calore. Un valido contributo potrà arrivare dalle immagini catturate da alcune telecamere della zona che potrebbero aver immortalato la fuga dei banditi. Non è escluso, inoltre, che ad attenderli all’interno della vettura lasciata all’esterno ci fosse un quinto complice. E proprio per raccogliere più elementi possibili i carabinieri stanno passando al setaccio tutte le telecamere dei sistemi di videosorveglianza installati nella zona industriale.

Gli investigatori non escludono che ad agire possa essere stata una banda di professionisti provenienti dal Napoletano e pronti ad immettere sul mercato nero la refurtiva, cioè i capi firmati. I cittadini cinesi, in stato di shock, sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale e dimessi dopo qualche ora.

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