Assessore dimesso, è polemica

Mosciano, l’opposizione chiede al sindaco di conoscere l’indennità percepita
MOSCIANO. A Mosciano polemiche politiche dopo le dimissioni dell’assessore Antonio Burrini con deleghe ai servizi pubblici, manutenzioni esterne e decoro, commercio, sviluppo economico, attività produttive e agricoltura, patrimonio. Il capogruppo di Obiettivo Mosciano Cristina Cianella ha inviato una richiesta al sindaco Giuliano Galiffi per chiedere chiarimenti. Con la missiva ha chiesto copia della lettera di dimissioni di Burrini e di conoscere la quantificazione dell’indennità percepita dall’ex assessore a partire dal giugno 2019. Scrive in una nota la consigliera Cianella: «Burrini nel 2010 è stato responsabile provinciale della Lega Nord e candidato nel 2009 alle amministrative di Mosciano, ma non eletto in quota a quel partito . Nel 2012 chiese le dimissioni del sindaco Di Marcello di centrosinistra per il piano neve. Nel 2014, assieme a Donatella Cordone, si candida in una fantomatica lista di destra con un aspirante sindaco socialista». La consigliera Cianella ricorda che Burrini, dopo profonde riflessioni, nel 2019 si è candidato con il centrosinistra e con Galiffi assieme a Donatella Cordone e che, aggiunge, «fino al giorno precedente doveva essere il candidato sindaco della Lega promosso da Simona Cardinali». Da tutto ciò, secondo il pensiero della capogruppo di Obiettivo Mosciano, emergerebbe che il sindaco Giuliano Galiffi ha vinto grazie all’aiuto determinante del centrodestra moscianese. «Burrini», incalza Cianella, «è stato assessore con importanti deleghe per 28 mesi, percependo una indennità. Ma con quali risultati? Sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. In campagna elettorale abbiamo indirizzato le nostre proposte su ben altra strada, quella di chi si distingue e non di chi fa numero».(al.al.)
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