Assolta la maestra accusata di aver tirato le orecchie ai bimbi

30 Settembre 2015

Pineto, un’insegnante della scuola elementare di Borgo Santa era finita a processo per abuso di mezzi di correzione dopo l’esposto dei genitori. Per il giudice il fatto non sussiste

PINETO. Era finita a processo per abuso di mezzi di correzione dopo che un gruppo di genitori l’aveva accusata di tirare orecchie e capelli agli alunni di alcune classi della scuola primaria di Borgo Santa Maria, ma il giudice di primo grado ha assolto la maestra Annamaria Porta. 64 anni, perchè il fatto non sussiste. La sentenza è stata emessa dal giudice Belinda Pignotti al termine di una lunga istruttoria dibattimentale al termine della quale la stessa pubblica accusa aveva fatto richiesta di assoluzione.

Il caso era scoppiato nel 2012, quando un gruppo di genitori aveva presentato un esposto alla procura sollevando accuse nei confronti dell’insegnante. «Secondo i racconti dei nostri figli», avevano scritto i genitori nell’esposto, «l’insegnante in questione urla continuamente, insulta i bambini, li strattona, tira loro i capelli e le orecchie per futili motivi come aver sbagliato un compito o semplicemente per invitarli a stare seduti. Questi intollerabili atteggiamenti avvengono sempre quando la maestra è sola in classe con i suoi alunni, in assenza delle colleghe». L’esposto aveva innescato l’inchiesta del pm Bruno Auriemma che, al termine delle indagini, aveva firmato il decreto di citazione diretta a giudizio contestando l’accusa di abuso di mezzi di correzione.

Nel processo, nel corso del quale la donna è stata assistita dall’avvocato Catia Felicione, sono stati ascoltati decine di testi, ma appare evidente che non si sia formata alcuna prova nei confronti dell’insegnante che è stata assolta con la formula più ampia.

La maestra, che nel frattempo insegna in altre classi e in una sede diversa ma sempre della stessa scuola, all’epoca venne sottoposta ad un provvedimento disciplinare con riduzione di stipendio. Provvedimento per cui , dopo la sentenza di assoluzione, il suo avvocato annuncia ricorso al giudice del lavoro.(d.p.)

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