Assoluzione bis per i buoni pasto

Tortoreto, l’ex rivenditore Guercioni scagionato anche dai giudici d’appello
TORTORETO. Si chiude con una sentenza di assoluzione anche da parte dei giudici della Corte d’appello dell’Aquila il caso scoppiato quattro anni fa su dei presunti ammanchi sui buoni pasti delle scuole di Tortoreto.
Ieri mattina il collegio presieduto da Armando De Aloysio ha assolto l’ex rivenditore Emiliano Guercioni dall’accusa di peculato confermando in toto la sentenza di primo grado emessa nel marzo dell’anno scorso dal giudice Roberto Veneziano al termine di un rito abbreviato. Sentenza, quella di primo grado, contro cui aveva fatto appello la Procura teramana. E ieri mattina, in corte d’Appello, la Procura generale aveva chiesto per Guercioni una condanna a 4 anni, mentre in primo grado la richiesta era stata a due anni e otto mesi. Guercioni in entrambi i processi è stato assistito dall’avvocato Gianni Falconi.
Il procedimento penale era partito da un esposto del 2018 del sindaco Domenico Piccioni, in cui si segnalava un buco di 180mila euro nelle casse comunali a causa dei mancati versamenti da parte dei due rivenditori dei buoni pasto per le mense scolastiche. Piccioni aveva poi comunicato pubblicamente in consiglio comunale la notizia dell’esposto, provocando anche l’avvio di un’indagine della commissione di vigilanza.
Nei confronti di Guercioni, però, il Comune si era poi scoperto in debito, anziché in credito, per via delle compensazioni tra gli incassi dei buoni pasto e gli anticipi sui libri di testo. Lo stesso Comune si era ritirato dal procedimento penale, revocando già in primo grado la costituzione di parte civile. Così l’avvocato Falconi: «Anche la Corte d’appello ha restituito a Guercioni onorabilità e presti, per il mio assistito è la fine di un incubo».(d.p.)
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