Assorose: «Impossibile revocare l’aumento»
I negozianti replicano alle accuse: grazie alle nostre proteste siamo al sicuro per il 2020
ROSETO. «Senza prestare il fianco a sterili polemiche e vane strumentalizzazioni, Assorose auspica un clima di collaborazione, al fine di evitare nel futuro il ripetersi di situazioni analoghe». Interviene di nuovo la presidente dell’associazione commercianti Annalisa D’Elpidio sull’aumento dell’imposta sulla pubblicità da pagare per il 2019, dopo le polemiche del gruppo “Grande Roseto”, che ha attaccato l’amministrazione per la scelta fatta e la stessa D’Elpidio, colpevole secondo Grande Roseto di aver protestato lo scorso anno, per poi ritrattare quest’anno accordandosi con l’amministrazione.
«Abbiamo ricevuto subito tutte le delucidazioni e i chiarimenti in un confronto con il sindaco», precisa D’Elpidio, «Assorose ha preso atto che l’amministrazione, pur volendo dare seguito agli impegni presi, non può di fatto revocare o annullare l’aumento del 30% dell’imposta sulla pubblicità per il 2019. L’ostacolo normativo e legale non è superabile formalmente, come è stato precisato anche dai competenti organi di controllo, pertanto la delibera di approvazione del bilancio 2019 con la quale è stato disposto l’aumento non è modificabile».
Nella riunione sono state fornite rassicurazioni sia sulle tariffe dell’imposta sulla pubblicità per il 2020, dove non ci sarà l’aumento, sia per trovare misure compensative al maggior importo da versare per il 2019. Assorose, inoltre, non ritiene vanificato il risultato, ottenuto lo scorso anno, con la forte protesta e le insegne oscurate. «Siamo orgogliosi», continua D’Elpidio, «di essere riusciti nell’intento di mantenere alta l’attenzione sulle problematiche delle attività commerciali, e di aver arginato i danni di un aumento dell’imposta che, senza il proprio peculiare intervento, sarebbe passato inosservato e ignorato da tutte le forze politiche. Resteremo comunque vigili affinché quanto riferito venga poi attuato».
Luca Venanzi
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