Assoturismo: «A Pasqua le perdite sono del 30%»

Il presidente provinciale Grimi lancia l’allarme e chiede un piano di rilancio «Con questi numeri difficile recuperare anche con un ipotetico pienone estivo»
TERAMO. È con una perdita del 30% che le strutture turistiche affrontano questa nuovo periodo pasquale chiuso per il Covid. Il presidente Confesercenti - Assoturismo Teramo e Fiepet Abruzzo Gian Luca Grimi lancia l’allarme e dice: «Sia nelle aree interne che in quelle costiere registrare subito una perdita del 30% riferito ad una stagione normale significa che questo non sarà recuperabile nemmeno con un ipotetico pienone estivo. Troppe variabili andranno ad incidere sulla prossima stagione, in primis vaccinazione e pass vaccinali: non è pessimismo il mio ma pragmatismo. In questo scenario così difficile e complesso come abbiamo anche pubblicamente chiesto come organizzazioni sindacali del turismo diventa assolutamente importante la vaccinazione per gli operatori».
La soluzione, secondo il presidente di Confesercenti Teramo, è investire massicciamente sulla comunicazione e promozione del territorio, in maniera coordinata e concreta, per evidenziare le realtà turistiche provinciali e regionali: «Dalla Romagna alla Toscana si prospetta una ripresa del turismo a lungo raggio, dal nord Italia e anche all’estero. Questo tipo di turismo va seguito, incanalato e governato per poter pensare di farne parte. Comuni turisticamente più strutturati come Tortoreto e Giulianova», spiega Grimi, «grazie alle loro consulte turistiche e alla collaborazione con agenzie specializzate stanno mettendo in campo iniziative di web marketing e di marketing territoriale, Pineto invece si avvarrà dell’attrattore parco marino del Cerrano ed Alba Adriatica ha annunciato un corposo rifacimento del lungomare: tuttavia questo non basta per trainare un intero territorio e non è sufficiente per dare forza alle aree interne, che rischiano di rimanere nel limbo di grandi potenzialità a cui non fa seguito la capacità di agire. La stessa filiera della ristorazione tipica e dei pubblici esercizi, già stremata da un anno di chiusure, rischia di non poter dare più quel supporto attrattivo al turismo. La “destinazione teramana” deve reagire nell’immediato e nel suo complesso, con sostegni alle aziende della ristorazione ed aiuti concreti alle reti d’impresa». Per l’associazione di categoria, dunque, è indispensabile che ci sia un’attività comune di tutte le forze in campo per trovare delle soluzioni immediate.
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