Assoturismo: «Allarmismi inutili sulla sicurezza dell’A24 e A25»

Il segretario regionale Zunica e quello provinciale Grimi: «Così i turisti scappano dall’Abruzzo» Secondo l’associazione di categoria serve una comunicazione corretta per evitare il clima di paura
TERAMO. I limiti di sicurezza sui viadotti di A24 e A25, annunciati da Strada dei Parchi dopo la richiesta del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno fatto scattare l’allarme tra le associazioni di categoria che temono una pesante ripercussione sul turismo. Non è tenero sul tema Daniele Zunica, presidente regionale di Assoturismo, che in un post sulla sua pagina Facebook ha lanciato un appello: «Tutto questo rumore mediatico sui viadotti della A25 e A24, messo in scena per pura schermaglia politica, isola definitivamente l'Abruzzo dal principale bacino turistico di prossimità. Gli americani, gli inglesi e l'intero mercato nordeuropeo non sbarcano all'aeroporto di Pescara ma arrivano in Abruzzo, dopo aver affittato l'auto, dagli aeroporti romani. Turisticamente parlando la classe politica, regionale e nazionale, sta procurando al turismo abruzzese danni ingenti. Se non ci fosse stata la tragedia "annunciata" del ponte Morandi a Genova, sicuramente in Italia non si sarebbe parlato di sicurezza di viadotti e ponti. E’ ora di cambiare, si facciano i lavori di messa in sicurezza evitando inutili allarmismi».
Gianluca Grimi, presidente provinciale di Assoturismo, denuncia che molti turisti hanno già dato segnali di allarme: «Con una tempistica quasi magica anche quest’anno si abbatte l’ennesima catastrofe mediatica sull’Abruzzo e sul nostro turismo. Siamo i primi a chiedere la sicurezza di tutte le autostrade che collegano la costa adriatica abruzzese con i maggiori centri di interesse per i flussi turistici, ma non possiamo permettere che questa attenzione mediatica incontrollata, scateni il panico più totale». Grimi propone un tavolo regionale con tutte le associazioni per predisporre una comunicazione che sia in grado di stemperare il clima di insicurezza: «Occorre da subito predisporre un intervento mediatico con tecniche di “crisis management”. Non ci fidiamo più di questa Regione perché è la stessa che non ha saputo rispondere all’emergenza che ha colpito l’Abruzzo negli anni passati. Ci rivolgeremo direttamente alla politica nazionale, che tra l’altro è parte in causa della situazione».
E sul tema interviene anche Stefano Cianciotta, docente di comunicazione di crisi all’università di Teramo, che ricorda il messaggio del presidente della Bce: «Qualche giorno fa Draghi ha detto che sono sufficienti parole sbagliate per allontanare gli investitori. Dopo l'improvvida gestione del post sisma, quello che sta accadendo in questi giorni ha tutti i connotati di una situazione di crisis management. Si sta parlando molto, troppo, senza alcun riscontro e le affermazioni del ministro Toninelli insinuano il dubbio: e nel dubbio il turista va altrove».
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