Assume detenuto ma non ha l’impresa
Raggiro di un ex artigiano e di un rom che così ha avuto i domiciliari
ALBA ADRIATICA. Rischia di finire sotto processo, D.P. 57enne di Alba Adriatica per aver presentato una falsa documentazione alla Corte di Appello di Ancona, attestando di essere titolare di una ditta per consentire a un detenuto di ottenere gli arresti domiciliari. Un beneficio che è stato concesso a M.D.G., 50 anni di etnia rom di Alba, per recarsi a lavoro.
Ma era tutto falso, come hanno scoperto i carabinieri della compagnia di Alba Adriatica che hanno smascherato il raggiro denunciando entrambi i protagonisti. I carabinieri della stazione di Alba hanno segnalato i due uomini alla magistratura abruzzese e marchigiana. I militari, infatti, sono andati a controllare nella ditta indicata dall’imprenditore per verificare se il detenuto beneficiario del permesso fosse al lavoro e hanno riscontrato che all’indirizzo fornito ai magistrati, in realtà, non esisteva alcuna impresa. Gli accertamenti sono proseguiti, con i carabinieri del nucleo territoriale ispettorato del lavoro di Teramo, coordinato da Giuseppina Natali– è stato appurato che la ditta era cessata già nel 2002 e che l’artigiano beneficiava, a sua volta, del reddito di cittadinanza.
Pertanto, il 57enne ex imprenditore del settore pellettiero godendo del sostegno economico non avrebbe potuto assumere nessuno. È stato facile accertare che la documentazione prodotta alla Corte di Appello era falsa. L’artigiano è stato denunciato per false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria, mentre il detenuto – che i carabinieri erano andati a cercare in casa ricevendo come risposta dai familiari che il congiunto era a lavorare- è stato denunciato per evasione. (a.d.p.)

