Assunta (99 anni): mangio poco e vado a letto presto

L’anziana montoriese rivela: «Ma è importante anche lavorare tanto» La ricetta di Albina, 102 anni: poca carne, pasta e fagioli e un bicchiere di vino
MONTORIO. «Mangiare poco, andare a dormire presto la sera e lavorare tanto». È questo l’elisir di lunga vita di Maria Assunta Veroni, 99 anni compiuti lo scorso 5 marzo.
Zia Assuntina, come la chiamano tutti, è una donna determinata che, nonostante la sua età comanda ancora, a detta dei suoi pronipoti. Energica e risoluta, prima in italiano e poi in dialetto montoriese ripete «ti da fatiè la fija me e la sera vatt a ddurmì prest (ndr devi lavorare molto figlia mia e la sera vai a dormire presto)». È sul lavoro che zia Assuntina ha fondato la sua vita, prima lavorando nei campi e accudendo gli animali e ora dilettandosi sul balcone di casa dove coltiva prezzemolo, peperoncino, rosmarino e qualsiasi pianta riesca a travasare nei suoi vasi. Pur non essendosi mai sposata ha cresciuto ben 27 nipoti, che nomina uno ad uno e di cui ricorda perfettamente la data di nascita. «Questo», sottolinea indicando il pronipote Fabrizio Veroni (nella foto), «l’ho allevato io». E poi ha accudito la sua mamma, che ha assistito fino alla veneranda età di 102 anni. «Cosa mangio?Lo decido io ogni giorno», dice rispondendo alla nostra domanda, «Poco di tutto e nel piatto devono esserci sempre le verdure. E poi, non deve mancare mai a tavola, un bicchierino di vino rosso a pranzo e uno a cena».
Le sue giornate trascorrono così, nella semplicità, guardando un pò di tv, affacciandosi al balcone, sgranando di tanto in tanto la corona del rosario, perché «la preghiera è importante, ma non i preti» e dispensando consigli, come quello con cui mi accompagna sull’uscio di casa «Chi n send li parol daje li mazz ch njj dol (ndr chi non sente la prole dagli le botte che non gli fanno male)».
A quasi 102 anni, da compiere il prossimo 2 luglio, Albina Di Ventura ci svela anche lei come il segreto di una lunga vita stia nel piatto. «Poca carne, pasta e fagioli, lenticchie, ceci, patate, uova e verdure», dice, «e poi un bicchierino di vino bianco a pranzo e uno a cena, ma quello buono, non l’aceto. Il vino è il latte dei vecchi». Nonna Albina vive a Schiaviano, frazione di Montorio, dove ancora oggi esce a piedi nonostante non ci veda più molto bene. «E di tanto in tanto», racconta il figlio Franco, «quando non la ritroviamo scappa in campagna, perché ancora deve controllare. Il suo rimprovero è sempre pronto su come hai piantato i pomodori o altro. Anche se hai fatto delle fila perfette, lei avrà sempre qualcosa da ribattere». Sposata con Nicola Battaglia, deceduto trent’anni fa, Albina ha due figli Franco e Rossana con i quali vive nella sua Schiaviano dove lei, che è la più anziana mentre la sua pronipote Rebecca di 4 anni è la più giovane, tra una passeggiata, una chiacchierata, un rosario e un pò di tv trascorre le sue giornate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

