Assunzione, il Tar non si pronuncia
ALBA ADRIATICA. Danno e beffa per il Comune di Alba Adriatica: salta l’assunzione di un funzionario per l’ufficio ragioneria e l’ente rischia anche la richiesta di risarcimento danni da parte di uno...
ALBA ADRIATICA. Danno e beffa per il Comune di Alba Adriatica: salta l’assunzione di un funzionario per l’ufficio ragioneria e l’ente rischia anche la richiesta di risarcimento danni da parte di uno dei candidati a quel posto di lavoro.
Alla fine del 2018, infatti, il Comune ha dato vita alla pratica per assumere un dipendente proveniente da altra amministrazione pubblica, attraverso lo strumento della mobilità volontaria. Visti gli strettissimi vincoli imposti dalla legge per nuove assunzioni, la mossa era ritenuta fondamentale per alleviare la grave carenza di organico che vive il municipio, che può contare su circa la metà del personale necessario per il funzionamento ottimale dei suoi uffici. Di tutti i candidati che hanno preso parte alla procedura, però, sembra che nessuno abbia raggiunto il punteggio minimo per essere scelto. Da questo risultato, negativo per tutte le parti, si è generato un contenzioso davanti al Tar dell’Aquila, dove un candidato ha impugnato, con tanto di richiesta di annullamento dell’efficacia degli atti e di risarcimento danni, tutti i documenti inerenti alla procedura di mobilità volontaria e in particolare la lista dei requisiti imposti dal Comune ai partecipanti alla procedura. Nei giorni scorsi il Tar si è espresso con una sentenza breve in cui dichiara di non essere competente sul caso, accogliendo la posizione difensiva del Comune. La mobilità volontaria, come hanno scritto i giudici amministrativi, non comporta infatti «la costituzione di un nuovo rapporto lavorativo, ma attiene alla mera gestione di un rapporto di lavoro già instaurato che si concretizza nel passaggio da un’amministrazione all’altra». E’ invece competente il tribunale ordinario, dove ora il candidato potrà tentare causa civile contro il Comune. (l.t.)

