Assunzioni e consulenze M5S all’attacco del Ruzzo

Il movimento chiede la convocazione della commissione comunale di controllo per chiarire il caso dei contratti illegittimi e le spese per gli incarichi professionali
TERAMO. Il Movimento 5 stelle chiede subito una convocazione della commissione consiliare di controllo e garanzia per avviare una verifica su due questioni che riguardano la gestione della Ruzzo Reti.
Oggetto dei dubbi dei 5 stelle sono le 110 assunzioni avvenute nella società partecipata senza un concorso e le spese per le consulenze nel 2016.
Nella conferenza stampa convocata ieri dal consigliere Fabio Berardini si è parlato innanzitutto delle assunzioni avvenute dopo l’entrata in vigore della legge regionale 23 del 2004: in sostanza nel pubblico le assunzioni sono subordinate al superamento di un concorso o di una prova preselettiva, che però al Ruzzo non c’è stata. «Già da tempo il Ruzzo si era accorto di questa illegittimità tanto che ha già chiesto tre pareti nel 2011, poi nel 2012 e nel 2013. E tutti riportano la stessa conclusione: le assunzioni sono illegittime», precisa Berardini, «è logico dunque desumere che i contratti sono affetti da nullità. Ma non si capisce a questo punto come mai dopo ben tre pareri legali il Ruzzo ha chiesto un altro superfluo parere all’avvocato Giardetti sull’argomento. Un parere peraltro chiesto telefonicamente, riteniamo con scelte non trasparenti».
In qualche modo affine alla prima questione, la seconda sollevata dal gruppo di opposizione in consiglio comunale, quella delle consulenze. Il M5S annuncia che farà accesso agli atti per accertare se corrisponde al vero la spesa di 635mila euro riportata da un quotidiano on line. «Ci sarebbe una media di più di 7 chiamate esterne per ogni mese, per una cifra che supera i 50mila euro ogni 30 giorni nonostante la società abbia numerosi dipendenti», incalza Berardini, «Scorrendo la lunghissima lista delle consulenze, inoltre, si scorgerebbero praticamente sempre i soliti nomi per i quali sarebbero stati scelti, in maniera diretta derogando ad un principio di rotazione sancito dal codice dei contratti pubblici».
Il Movimento 5 stelle ha fatto una richiesta di accesso agli atti, ed ha ottenuto il verbale della seduta del consiglio d’amministrazione del 17 novembre 2016. Una delibera in cui il Cda decide di chiedere tre pareri legali contattato telefonicamente alcuni avvocati, consultazione che costerà 4000 euro per l’avvocato Giardetti del foro di Roma, 5mila dell’avvocato Carlo Malinconico del foro di Roma, e 4.500 dell’avvocato Piergiuseppe Venturella del foro di Pisa. «Ancora una volta, quindi, viene affermata con chiarezza la volontà della Ruzzo reti di non adottare procedure trasparenti di evidenza pubblica per l’attribuzione di incarichi pubblici. Riteniamo vergognoso per una società pubblica, infatti, che tali incarichi debbano essere affidati tramite contatto telefonico da un non meglio precisato soggetto», attacca il consigliere cinque stelle.
Di conseguenza il movimento ha chiesto ieri l’immediata convocazione della commissione di controllo e garanzia per ascoltare in audizione il presidente del Ruzzo Antonio Forlini. «Speriamo che il presidente della commissione Filipponi sia sensibile alla nostra richiesta», aggiunge Berardini, «verrà inoltre richiesto ulteriore materiale per ristabilire la legalità all’interno di una società considerata da molti come un vero e proprio carrozzone».
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