Ateneo, continua crescita Le matricole segnano +7%

Per il quarto anno consecutivo nel 2016-17 le nuove iscrizioni sono aumentate Il rettore: «Sono passate da 1.200 a 1.800, ma la città dev’essere più attrattiva»
TERAMO. L’ateneo teramano continua a crescere. Il momento di grazia continua ormai da quattro anni. a testimoniare che nemmeno l’ultimo, travagliato anno è riuscito a bloccare l’espansione dell’università sono le classifiche del ministero. Fra gli atenei statali, Teramo fa segnare un incremento di matricole, nell’anno accademico 2016-2017, del 7,1%. E’ dunque riuscito a superare università blasonate come quella di Firenze (+6,8%) o Bologna (+3,1%) o Napoli (sia l’Orientale che la Federico II si attestano su un +2,5%). E’ un testa a testa con il Politecnico di Torino che ha ottenuto solo uno 0,1% in più dell’università teramana. Nel panorama abruzzese è stata superata solo dalla D’Annunzio con il suo 13,6% ma è di gran lunga sopra all’Aquila (+5,4%).
Ovviamente soddisfatto del risultato il rettore Luciano D’Amico. «La prima considerazione è che è il quarto anno consecutivo di crescita», sottolinea, «partendo dall’anno accademico 2012-13 e arrivando ad oggi abbiamo un incremento del 50% di matricole: da 1200 siamo passati a 1800. E’ il risultato dell'attenzione crescente sulla qualità della didattica e dei servizi che offriamo agli studenti. E dei risultati ottimi in termini di inserimento nel mondo del lavoro. Crescono in particolare le lauree scientifiche e ormai in termini di iscritti totali il 50% sono nelle scientifiche e il 50% nelle umanistiche».Il dato pare non sia stato influenzato dal terremoto. «A seguito terremoto abbiamo prorogato le iscrizioni al 30 aprile», spiega D’Amico, «i dati del ministero si bloccano al 31 dicembre, altrimenti avremmo avuto un incremento maggiore. Non abbiamo colto segnali di fuga: d’altronde le nostre strutture sono sicure, tanto che a Piano d'Accio è stato creato un centro di accoglienza».
Un trend, secondo il rettore, che è destinato a confermarsi anche in futuro. «Vedremo come andrà la nuova campagna di immatricolazione, ma non ci aspettiamo un decremento, semmai un incremento», osserva. E fa notare che sulle iscrizioni si riflettono i problemi economici delle famiglie dell’area di riferimento dell’ateneo teramano: «Per iscriversi si aspetta la tredicesima, forse a Milano non c'è questo fenomeno», fa notare D’Amico il quale auspica che «la città diventi sempre più accogliente: la scelta della sede universitaria dipende spesso dal tipo di accoglienza della città. I problemi endemici d’altronde ci sono tutti: dai trasporti allo studentato che manca la cui realizzazione per fortuna è stata avviata, all'attrattività della città in sè. Faccio un ulteriore appello alla classe dirigente perchè ci aiuti a rendere più attrattiva la città e quindi l'università». (a.f.)
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