Ateneo, le matricole in crescita del 10%

Al momento sono 1.700. Il rettore: «Teniamo nonostante il calo a livello nazionale, merito anche dei nuovi corsi di laurea»
TERAMO. Matricole in crescita del 10%, nuovi corsi di laurea, processi di internazionalizzazione, rilancio della ricerca, premi e riconoscimenti scientifici, costante apertura al territorio, enti ed aziende. È la sintesi del mondo UniTe guidato dal rettore Dino Mastrocola che ieri, come da tradizione, ha tenuto la conferenza stampa di fine anno per fare il punto sulle attività, i progetti e i traguardi tagliati dall'università teramana nel 2023. In realtà il partecipato incontro in aula magna è stato qualcosa di più di un semplice bilancio di dodici mesi di lavoro. Il rettore in ottobre concluderà il suo mandato ed era inevitabile tirare le somme di cinque anni trascorsi al timone di un ateneo che «ha la sua forza nei suoi studenti: sono loro la vera energia rinnovabile», ha detto Mastrocola, mettendo in fila tutte le novità introdotte nell'offerta formativa, gli investimenti fatti, i progetti di inclusione, i successi nazionali e internazionali ottenuti sia in termini di premi che di prestigio riconosciuto agli studiosi di UniTe (sono passati da sei a otto quelli inseriti fra gli scienziati più importanti al mondo).
I NUMERI
E in un sistema universitario, quello italiano, complessivamente in affanno per quanto riguarda l'attrattività e dunque i numeri, l'ateneo teramano tiene: quest'anno le matricole iscritte al primo anno sono 150 in più rispetto allo scorso anno (le iscrizioni ai corsi triennali sono ancora aperte, dunque su questo fronte non sono disponibili dati). Ma il segnale che giunge, quel 10% in più, è letto in modo positivo dal rettore: «Ci attestiamo sulle 1.700 matricole circa e l'incremento che registriamo è anche merito dei nuovi corsi di laurea attivati e dei quali andiamo fieri perché rispondono sia alle esigenze del mondo del lavoro che ai temi, sempre più centrali, legati alla sostenibilità. Accanto a ciò, ci rende orgogliosi anche il lavoro che svolgiamo con i detenuti: siamo, in termini percentuali, l'ateneo italiano che ha più detenuti iscritti», ha detto Mastrocola. A essere iscritte all'università di Teramo in regime di detenzione sono 54 persone: un numero cresciuto notevolmente grazie al progetto specifico che coinvolge oltre al carcere di Castrogno anche quello di Sulmona. Durante il suo intervento in aula magna, proprio in riferimento alle nuove iscrizioni, il rettore ha sottolineato come il mondo universitario in Italia viva delle evidenti difficoltà con una perdita di studenti del 3%. Una situazione figlia anche delle università telematiche e della concorrenza spinta che queste fanno al sistema pubblico di formazione. Da qui anche l'auspicio di Mastrocola affinché il Governo possa intervenire a sostegno delle università tradizionali, anzi «delle università, poiché noi siamo università, le altre sono università telematiche: c'è differenza», ha rimarcato il rettore con l'orgoglio di chi vive e guida un ateneo fatto di lezioni in presenza, persone, progetti, ricerca, sinergie col territorio.
LE ATTIVITÀ
"Orgoglio" è stata una delle parole ricorrenti nella conferenza di ieri mattina: Mastrocola in più passaggi l'ha usata in riferimento al personale docente e non docente che «è una vera squadra, senza la quale non avremmo costruito ciò che oggi c'è», agli studenti e ai progetti avviati e consolidati col suo mandato. Fra questi i cinque corsi di laurea sulla sostenibilità attivati; l'istituzione del Premio Regeni; il nuovo Cus; la scuola di dottorato. Il rettore ha ricordato le importanti visite istituzionali degli ultimi anni, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'ex premier Giuseppe Conte, e il periodo critico del Covid con l'università trasformata nel più grande hub vaccinale della provincia. Momenti che hanno segnato la storia dell'ateneo. La conferenza si è aperta con un video dei momenti più significativi del 2023 e del mandato di Mastrocola, e si è chiusa con una suggestiva interpretazione da parte degli studenti di “Imagine” di John Lennon. Nel mezzo, a 30 anni esatti dall'autonomia di UniTe, la consegna delle pergamene ad ex dipendenti che hanno prestato servizio per 30 anni per l'ateneo. La mattinata si è chiusa con il consueto brindisi di fine anno e con gli auguri per le feste alle porte.
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