Ateneo, studenti lasciati fuori dalla mensa

17 Ottobre 2014

Era riservata ai partecipanti a un convegno. Il rettore D’Amico chiede scusa: «E’ stato un disguido»

TERAMO. Protestano gli studenti universitari che ieri non hanno potuto accedere alla mensa occupata dai partecipanti a un convegno che si è svolto nell’ateneo. La protesta è scattata ieri alle 13,30 quando, al termine delle lezioni, gli studenti hanno trovato affisso all’ingresso della mensa un anonimo avviso che avvertiva che la sala sarebbe stata requisita per ospitare i partecipanti a un convegno organizzato dalla facoltà di giurisprudenza sul diritto tributario. Oltre un centinaio di ragazzi dunque (tale è la media dell’utenza) è rimasta a bocca asciutta e si è vista costretta a girare i tacchi e accontentarsi di un panino al bar dell’università, ma scatenando l’indignazione generale delle associazioni studentesche mobilitate contro il diritto violato degli studenti.

«Chiudere la mensa per attività di carattere privato è un ingiustizia soprattutto nei confronti dei tanti giovani titolari di borsa di studio che viene concessa anche attraverso l’erogazione dei buoni pasto», afferma Alessio Soldato, rappresentante degli studenti all’interno dell’Azienda per il diritto agli studi universitari. «E’ l’Adsu che eroga il servizio attraverso la Pap e solo l’Adsu poteva disporre un simile provvedimento e tuttavia avrebbe dovuto avvisare gli studenti». «Chiediamo pertanto che chi di dovere intervenga al fine di evitare che un simile disservizio possa ripetersi in futuro», incalza Andrea Core, esponente dell’Udu, che chiede anche che venga fatta chiarezza sulle responsabilità dell’interruzione del servizio». Core riferisce che la mensa apre solitamente i battenti alle 12,30 e che l’area è stata requisita per i convegnisti dalle 13,40. «L’unica ora a disposizione era di fatto impraticabile visto che gli studenti concludono le lezioni alle 13,30». Core infine ha sollevato anche il problema del trasporto pubblico. «Per ben tre volte gli studenti sono stati lasciati a piedi questa settimana: sia per la rottura dei mezzi sulla tratta, o in altri casi l’autista ha fatto scendere i ragazzi poiché il bus era sovraccarico e impediva la visibilità».

«C’è stato un equivoco interno all’università di cui mi scuso soprattutto con gli studenti», è la replica del rettore Luciano D’Amico. «Per una precisa scelta dell’università, gli ospiti del nostro ateneo pranzano come tutti gli studenti nella mensa», continua , «questo sia per contenere i costi, sia perché anche la mensa dev’essere un luogo d’incontro e confronto, non solo un punto in cui mangiare. Da quando è stata aperta al campus, la mensa è stato questo e continuerà ad esserlo. Sono mortificato per quel che è successo e assicuro che il problema non si verificherà più». (m.d.t. e f.m.)

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