Atr, curatori fallimentari assenti Salta il tavolo sulla vertenza

23 Marzo 2021

Colonnella, gli ottanta lavoratori rischiano di essere licenziati e di restare senza cassa integrazione I sindacati accusano e chiedono chiarimenti anche sulla vendita e sul ricorso dell’ex proprietario

COLONNELLA. Gli 80 lavoratori dell’ex Atr di Colonnella restano nell’incertezza sul loro futuro e su quello dell’azienda, con lo spettro del licenziamento che avanza. Alla fine del mese di marzo, infatti, scade per loro la cassa integrazione Covid, a meno che questa non venga riconfermata. E anche ieri mattina, così come in tutte le riunioni precedenti, i curatori fallimentari che gestiscono l’azienda non si sono presentati alla riunione del tavolo regionale di crisi sulla vertenza colonnellese dell’azienda del carbonio.
I sindacati attendevano risposte importanti. Sulla riconferma della cassa Covid, così come su quella successiva per cessazione, necessaria per fermare i licenziamenti e non recidere il legame tra i lavoratori e l’azienda del carbonio fallita a novembre. Ma le parti sociali attendevano risposte importanti e chiare anche sul futuro dell’azienda stessa: sull’eventuale presenza di acquirenti interessati, così sull’indiscrezione che gira da settimane sul possibile ricorso contro la sentenza di fallimento di novembre da parte dell’ex presidente e proprietario Antonio Di Murro. La voce, infatti, preoccupa le sigle sindacali, che sono tornati a segnalare pubblicamente forti perplessità sul ritorno dell’imprenditore alla guida dell’Atr.
«È un’assenza, quella dei curatori, che comincia a pesare, mentre i lavoratori vivono l’incertezza del presente e soprattutto del futuro», commenta Natascia Innamorati della Fiom Cgil, «questo è il momento di superare i formalismi burocratici e di navigare tutti insieme per rilanciare un polo di eccellenza del carbonio come l’Atr, che può fare da leva per la ripresa industriale dell’intera Val Vibrata». Duro il commento di Marco Boccanera della Fim Cisl: «I curatori non possono continuare a farsi negare. Erano stati proprio loro a dirci che ci saremmo incontrati all’inizio di marzo. Siamo arrivati alla fine del mese e i lavoratori non hanno ancora risposte di alcun tipo, mentre non percepiscono entrate da gennaio. Un incontro è necessario anche per distendere gli animi». Per Gianluca Di Girolamo della Uilm, invece, «tale atteggiamento della curatela rischia di inficiare ogni eventuale opportunità di salvataggio della realtà industriale e degli 80 posti di lavoro. Bisogna anche evitare eventuali speculazioni immobiliari sui capannoni dell’Atr».
Anche la Regione si aspetta «una maggiore collaborazione da parte della curatela», come dice l’assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale, che durante la riunione di ieri mattina si è impegnato a scrivere al delegato del tribunale.
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