Atr, Di Murro conferma l’interesse all’acquisto

Al tavolo in Regione era presente anche l’imprenditore di origini marsicane che ha annunciato ai sindacati di aver già preso contatti con la curatela
COlONNELLA. La vera novità registrata ieri al tavolo in Regione sulll’Atr è stata la presenza dell’imprenditore di origini marsicane Antonio Di Murro, che confermando le voci circolate negli ultimi giorni ha espresso il proprio interesse ad acquisire l’azienda. Tanto che ha annunciato di aver già preso contatti con la curatela, illustrando ai sindacati le principali linee del suo piano industriale per il rilancio dell’Atr. Un piano che manterrebbe inalterata l’occupazione, puntando in futuro anche a implementarla. Una presenza, quella dell’imprenditore aquilano, salutata con favore dalle organizzazioni sindacali, che nella richiesta di incontro avevano espressamente sollecitato la partecipazione «dei soggetti interessati all’acquisto». Nel corso della riunione, ala quale ha partecipato l’assessore regionale Piero Fioretti, è stato anche annunciato che entro il 15 luglio sarà erogato ai dipendenti lo stipendio residuo di aprile. «Oggi abbiamo incontrato il possibile acquirente, presente al tavolo in Regione», ha confermato Alfredo Mascigrande, della Uilm Uil, «che ci ha comunicato di aver già preso contatti con la curatela. Adesso ci incontreremo nuovamente il 22 luglio in azienda con la curatela e lo stesso Di Murro per definire ulteriori dettagli legati alla possibili acquisizione». La speranza dei sindacati è che il 22 luglio si possa arrivare all’incontro già con il nuovo proprietario. «Valutiamo positivamente l’arrivo di un’opportunità per il futuro dell’Atr», ha commentato Mirco D’Ignazio della Fiom Cgil,«ovviamente non ci fermiamo qui e monitoreremo la situazione. Certo avremo preferito un interessamento e un coinvolgimento della politica che non c’è stato». Una critica all’assessore Fioretti e al suo approccio alla vertenza, che è stata espressa anche da Marco Boccanera della Fim Cisl. «È totalmente assente sui temi del lavoro e non tiene conto delle parti sociali», ha dichiarato, «che per lui non andrebbero coinvolte Come sempre i sindacati rimangono da soli a portare i lavoratori fuori dal guado». (a.m.)
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