Atr e Veco, 230 lavoratori senza un euro da dicembre

22 Marzo 2020

Fiom Cgil e Fim Cisl: «A Colonnella le istituzioni non fanno rispettare gli impegni presi da Di Murro, a Martinsicuro lo Stato non attiva la cassa integrazione»

VAL VIBRATA. «Due aziende diverse, due realtà diverse, ma la stessa conclusione: lavoratori senza soldi dal mese di dicembre». Comincia così una nota delle segreterie provinciali di Fiom Cgil e Fim Cisl riferita alla difficile situazione dell’Atr di Colonnella e della veco di Martinsicuro.
«All’Atr, le promesse del patron Antonio Di Murro – assistito da dirigenti locali e nazionali di Conflavoro – si susseguono di giorno in giorno, ma puntualmente vengono smentite dai fatti», sostengono i sindacati. E continuano: «D’altronde promesse di ricapitalizzazione e pagamenti nel tempo le abbiamo ascoltate anche sui tavoli di Prefettura e assessorato regionale al lavoro, ma degli stipendi continua a non esserci traccia. 150 lavoratori devono percepire le mensilità di luglio e dicembre 2019 e gennaio e febbraio 2020. L’azienda, in questa fase, continua a parlare di problemi legati a fondi (di cui non abbiamo riscontri circa la reale esistenza e l’eventuale provenienza) in transito su conti correnti esteri e difficoltà con operazioni di apertura di specifici conti bancari, rimandando sempre la soluzione “di qualche giorno”. Nel frattempo», continuano Fiom e Fim, «passano i mesi, nei quali sono state fatte tre settimane di sciopero e presidio, manifestazioni, incontri, riunioni, denunce di problemi di tenuta sociale e di rischi per l’ordine pubblico ai sindaci della zona, agli assessori al lavoro e alle attività produttive della Regione, al presidente della Regione Marsilio, al prefetto di Teramo Gabriella Patrizi. Denunce che però non hanno sortito effetti: nessuno dei soggetti coinvolti si è davvero speso affinché il problema si risolvesse e gli stipendi venissero pagati».
Per quanto riguarda la Veco, «se possibile», sostengono i sindacati, «la situazione è ancor più paradossale: i lavoratori non possono ricevere la cassa integrazione dal 23 gennaio in poi (data del fallimento dell’azienda), perché il ministero del Lavoro non attiva la procedura per l’approvazione della cassa stessa: è lo Stato, in questo caso, a mettere in difficoltà i lavoratori. E questo nonostante sia stato già sottoscritto un accordo in Regione Abruzzo lo scorso 25 febbraio rendendo il passaggio al ministero un semplice formalismo burocratico. Tantissime le sollecitazioni formali e informali fatte in queste settimane, ma non è stato sufficiente neanche coinvolgere parlamentari locali per sbloccare questa vicenda: gli 80 dipendenti della Veco da gennaio continuano ad aspettare soldi di cui hanno diritto, ma che non arrivano».
La nota di Fiom e Fim si conclude: «In un momento come questo, in piena emergenza, riteniamo che sia ancor di più responsabilità di tutti, Istituzioni in primis, non lasciare indietro nessuno. Per questo, ancora una volta, chiediamo un impegno, vero e concreto, affinché i 230 lavoratori di Atr e Veco e le loro famiglie possano avere gli strumenti economici per vivere».(red.te)
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