Atr, esposto dei sindacati a Finanza e Ispettorato del lavoro

COLONNELLA. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil presentato un esposto alla Finanza e all’Ispettorato del lavoro sull’Atr. I segretari Mirco D’Ignazio (Fiom), Marco Boccanera (Fim) e Angelo Gallotti (Uilm)...
COLONNELLA. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil presentato un esposto alla Finanza e all’Ispettorato del lavoro sull’Atr. I segretari Mirco D’Ignazio (Fiom), Marco Boccanera (Fim) e Angelo Gallotti (Uilm) chiedono di verificare se le operazione che sta mettendo in campo l’azienda sono legittime. «Abbiamo chiesto un accertamento per capire che cosa succede», afferma D’Ignazio, «ci sono operazioni che il presidente Antonio Di Murro ha annunciato e che poi ha smentito. Fino a qualche settimana fa ci diceva che avrebbe pagato tutti in un'unica soluzione per evitare ulteriori pignoramenti, a tutela dei lavoratori. Poi ci ha detto “Pago in due rate”».
«Vadano a vedere i conti correnti pignorati dell'Atr dai creditori», osserva Boccanera, «se ci sono dei soldi, vanno dati ai lavoratori, sono frutto del loro lavoro. Dopo cinque mesi non è pensabile che possano andare avanti con soli 400 euro, cioè i soldi della cassa integrazione, relativi a marzo, che ora sono in pagamento. La situazione è sempre più drammatica. Se Di Murro pensa di prenderci per sfinimento ha sbagliato, noi porteremo la vertenza avanti fino a quando abbiamo fiato. Ribadiamo l'assenza di Regione e Provincia, fatta salvo la prefettura».
Sull’Atr interviene anche la parlamentare del M5S Valentina Corneli: parla di «assordante silenzio della politica regionale» e annuncia che ha depositato una interrogazione al Mise per chiedere la convocazione di un tavolo tecnico. Inoltre ha richiesto che venga fatta chiarezza sul mancato rispetto da parte della proprietà degli impegni nei confronti dei lavoratori. «Ci risulta che al Mise a marzo abbia incontrato Di Murro: Sorial, il vice capo di gabinetto, ha dato udienza a uno che continua a non pagare i lavoratori, senza nemmeno chiamare i sindacati», concludono D’Ignazio e Boccanera. (a.f.)

