Atri, centinaia di persone danno l’addio a Literio

Duomo gremito per i funerali del giovane avvocato morto venerdì scorso Il parroco: «Vogliamo dire grazie a Lorenzo per quello che ci ha dato»
ATRI. Atri piange l’avvocato Lorenzo Literio. Ieri pomeriggio, in un duomo gremito, in centinaia hanno voluto porgere l’ultimo saluto al professionista quarantatreenne deceduto venerdì scorso a causa di un infarto. Ad attenderlo in una piazza assolata c’erano i suoi colleghi del foro, gli amici d’infanzia, i clienti del suo stuidio legale. Alle ore 15 in punto il corteo funebre è risalito da corso Adriano con in testa i familiari e gli amici più stretti. La bara è stata portata in chiesa in un grande silenzio per la messa officiata dal parroco don Giuseppe Bonomo e altri sacerdoti. Durante l’omelia un sacerdote ha detto: «La nostra città ha perso il suo re che abitava con il suo sorriso nei nostri cuori. Sono passati diversi giorni da quel venerdì quando Lorenzo si è accasciato al suolo, accanto a lui un amico ed il suo cane. L’evento ha ferito profondamente la nostra comunità. Vogliamo dire grazie a Lorenzo per quel che ci ha donato». Sui social l’abbraccio alla famiglia è stato pressochè unanime: C’è chi ha scritto: «Stai tranquillo Lorenzo che racconteremo noi ai tuoi figli che grande padre sei stato». Al termine della celebrazione vi è stato l’intervento di un suo caro amico, Stefano che sul pulpito ha detto: «Ho conosciuto Lorenzo come professionista, una persona affidabile molto preparata che conosceva il codice civile e penale a menadito, quando parlava era come una sentenza e non dava mai false speranze ai clienti. Quando accennava alla sua famiglia gli si illuminavano gli occhi. Mi ha insegnato che per vincere occorre combattere». Un altro amico, l’artigiano Guido Appicciutoli lo ha ricordato così: «Era una persona unica oltrepassava ogni problema che aveva davanti». Terminata la funzione funebre la bara è stata portata piazza accerchiata da una folla. La messa di riuscita ci sarà oggi alle ore 18 sempre in cattedrale.
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