Atri, chiuso il servizio di riabilitazione

12 Settembre 2014

Era frequentato soprattutto dagli anziani che ora sono costretti ad andare a Giulianova o a Teramo. Protesta di Futuro In

ATRI. Chiusa la riabilitazione nel distretto sanitario di Atri. Attraverso un piccolo cartello affisso appena qualche giorno fa sull’uscio del reparto, che si trova in un palazzo proprio all’ingresso della città ducale, i responsabili della struttura hanno comunicato agli utenti l’interruzione del servizio, creando enormi difficoltà ai numerosi fruitori, soprattutto anziani e disabili, i quali sono ora costretti a rivolgersi a Giulianova o Teramo. «Mentre tutti sono concentrati sul punto nascita dell’ospedale», è la denuncia di Domenico Felicione, rappresentante in consiglio comunale del gruppo Futuro In, insieme a Piergiorgio Ferretti e Giammarco Marcone, «la maggioranza che oggi governa la nostra Regione ha inflitto un altro duro colpo alla sanità atriana. Infatti, questo servizio ad Atri era molto utilizzato rispetto a quelli di Giulianova e Teramo, vista l’alta percentuale di anziani che risiedono in questa parte di territorio». Oltre alle prestazioni riabilitative, come hanno sottolineato i rappresentanti di Futuro in, la struttura atriana garantisce una serie di servizi indispensabili per gli anziani, come la fornitura di presidi medici (ad esempio i pannoloni), senza considerare le funzioni legate alle pratiche pensionistiche. Insomma, un servizio meno prestigioso rispetto a quello di far venire alla luce nuovi nati, ma altrettanto importante per consentire una tranquilla esistenza alla cosiddetta terza età. Tra l’altro va ricordato che nel Dsb atriano affluiscono anziani provenienti da un gran numero di centri della zona, i quali ora sono costretti a girovagare tra Giulianova e Teramo per poter accedere ai servizi necessari .

«Abbiamo raccolto decine di proteste», continuano i rappresentanti di Futuro in, «di cui ci faremo portavoce nei confronti delle autorità regionali. Pertanto oltre alla questione del punto nascita, la commissione comunale dovrà affrontare con l’assessore Paolucci anche questa problematica». Intanto è tutto pronto ad Atri in vista dell’incontro promosso dal consigliere regionale Luciano Monticelli per parlare assieme ai vertici della Regione di sanità e, più nello specifico, del destino dell’ospedale San Liberatore. All’assemblea pubblica, in programma per domani pomeriggio alle 17 nell’auditorium Sant’Agostino di corso Adriano, prenderanno parte il presidente Luciano D’Alfonso, gli assessori regionali Silvio Paolucci e Dino Pepe, il capogruppo del Pd in consiglio regionale Sandro Mariani, il parlamentare Tommaso Ginoble, il consigliere regionale e presidente della commissione Sanità Mario Oliveri, il segretario provinciale del Pd Gabriele Minosse, il consigliere comunale del Pd di Atri Alfonso Prosperi e Gianni De Galitiis, segretario del Pd atriano. «Sarà l’occasione” commenta in merito il promotore dell’iniziativa Monticelli, «per confrontarsi assieme a territorio e cittadini su quali saranno le decisioni e le strade da intraprendere in merito al futuro del San Liberatore e, più in generale, della sanità regionale. Purtroppo in questi ultimi anni abbiamo pagato il caro prezzo di una situazione pesante, che oggi ci troviamo a ereditare dalla politica precedente, ma occorre cercare delle alternative che consentano di salvare un ospedale importante e strategico com’è quello della città di Atri».

Federico Centola

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