Atri, condannato per le botte alla ex e al nuovo compagno

4 Giugno 2019

Tre anni e due mesi per stalking e lesioni all’uomo finito in carcere dopo una violenta aggressione  Scatta l’aggravante della crudeltà: alla donna aveva rotto una costola perforandole il polmone

ATRI. C’è l’aggravante della crudeltà applicata dal giudice a definire in primo grado una condanna per stalking e lesioni. È quella a tre anni e due mesi emessa ieri mattina dal giudice monocratico Flavio Conciatori al termine di un rito abbreviato nei confronti del 40enne di Atri arrestato dopo aver brutalmente aggredito e picchiato la ex moglie e il suo nuovo compagno.
Per l’imputato, ora ai domiciliari (il giudice si è riservato sulla richiesta di revoca) e di cui non citiamo le generalità per tutelare la privacy di una vittima di stalking, la Procura aveva chiesto una condanna a quattro anni e quattro mesi, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Giulia Forlini l’assoluzione. La donna e il suo attuale compagno si sono costituiti parte civile rappresentati dall’avvocato Monica Passamonti che, nella sua arringa, ha chiesto l’applicazione delle aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. Il giudice ha inoltre stabilito il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di circa 7500 euro per l’attuale compagno della ex e di 3500 per la donna, oltre ad una interdizione di cinque anni dai pubblici uffici. All’epoca dei fatti l’uomo venne arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare chiesta ed ottenuta dal pm Enrica Medori. L’indagine era scattata dopo la violenta aggressione avvenuta ai primi di luglio, ma già in precedenza e subito dopo la fine del rapporto sentimentale l’uomo avrebbe in più occasioni perseguitato e minacciato la ex con sms in cui preannunciava imboscate e botte. In una occasione, secondo l’accusa, avrebbe fatto irruzione durante un saggio dei figli minori insultando la donna in pubblico. Fino ad arrivare all’episodio dell’estate scorsa. L’uomo avrebbe atteso la donna e il nuovo compagno sotto l’abitazione del padre di quest’ultimo, molto probabilmente dopo averli seguiti. Appena scesi dalla macchina laveva colpito l’altro prendendolo a calci e pugni al volto. Una violentissima aggressione: per l’uomo prognosi di 40 giorni e stessa cosa per la donna a cui una costola rotta aveva perforato un polmone.
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