Atri, donna disabile bloccata in casa per gli errori dell’Asl

5 Maggio 2017

Chiede una sedia a rotelle ma prima arriva un letto e poi una carrozzella troppo grande. La rabbia del marito

ATRI. Ormai da mesi è alle prese con la cieca burocrazia per ottenere una sedia a rotelle per la moglie disabile bloccata in casa A raccontare la storia è Sergio Corradi, residente in contrada Cona di Atri, che assiste la consorte affetta da tetraparesi spastica acuta. Insieme lottano ogni giorno per vedersi riconosciuti dei diritti, a cominciare da quello di potersi muovere .
La storia inizia qualche mese fa quando ha avuto la necessità di cambiare la sedia a rotelle e ha presentato tutti i documenti la richiesta alla Asl di Atri. Ma una volta inviata la domanda (risalente a circa 60 giorni fa) a casa dei coniugi arriva un letto anziché la sedia a rotelle. «Ho subito mandato indietro il letto», racconta Corradi, «poi ho fatto di nuovo richiesta della carrozzella ma questa volta me l’hanno rifiutata perché chi ha ritirato il letto non ha registrato il reso. E’ iniziato un calvario. Ho chiamato diverse volte e mi hanno confermato che la carrozzella non mi sarebbe spettata perché avevo il letto. Cosi’ ho dovuto rifare una nuova domanda, altro tempo perso per gli incartamenti e giorni di lavoro persi per correre nei vari uffici e chiamare i centralini ».
Ma non è finita. Dopo aver atteso circa due settimane l’uomo riceve erroneamente una sedia molto più larga del necessario con una seduta adatta ad una persona di 180 chli tra l’altro priva di libretto d’istruzione e senza marcatura CE. Corradi spiega: «Mia moglie pesa 65 chili e quindi su quella sedia non sta certamente bene. Abbiamo richiesto la sostituzione poiché è anche pericolosa, dovrei legarla per trasportarla in giro. Nella stesso momento in cui ho ricevuto il mezzo ho richiamato di nuovo gli uffici competenti per avere una carrozzella adeguata ed a norma». Nel frattempo l’uomo racconta di aver riassemblato delle carrozzelle rotte per farne una utile e, nell’attesa, poter far muovere la moglie. «Mi hanno risposto che avrebbero analizzato di nuovo la pratica considerando che molti faldoni erano stati trasportati da Atri alla Asl di Teramo», dice, «nel frattempo mia moglie non può uscire di casa perchè non ha la carrozzella, è gravemente malata e non si può muovere. Stiamo vivendo in un incubo e non sono disposto ad attendere inutilmente i comodi e gli sbagli degli enti . Ho preso in affitto a mie spese anche un sollevatore per le scale perché quello precedente si è rotto a gennaio. Voglio presentare una denuncia nei confronti della Asl perchè quello che sta accadendo non è giusto».
Domenico Forcella
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