Atri, il ritorno di Basilico Abruzzo civico lo candida

28 Maggio 2017

L’assemblea lo indica come possibile sindaco: «È il solo che può rilanciare la città» L’ex primo cittadino prende tempo ma pare sia pronto a scendere in campo

ATRI. Paolo Basilico di nuovo lanciato verso un ruolo da protagonista sulla scena politica atriana. Il coordinatore di Abruzzo Civico è il prossimo candidato sindaco indicato dal movimento. Lo ha deciso venerdì sera un’assemblea di Abruzzo civico, che si è riunita alla presenza dei vertici regionali e provinciali per discutere delle idee programmatiche e del futuro di Atri.
«Sono stati tanti i cittadini partecipanti», si legge in una nota di aderenti e simpatizzanti di Abruzzo Civico, «che hanno preso la parola, rimarcando con forza la grave situazione in cui versa la comunità e la necessità che questa città meriti una nuova stagione politica e amministrativa. La stagione della rottamazione ha insegnato che spesso questa ha fatto rima con improvvisazione, spregiudicatezza e cinico carrierismo, con i fallimenti che sono rinvenibili in più sedi. La stessa stagione si è accompagnata a quella degli annunci, degli slogan, della ricerca avvelenata dell’immagine più spendibile, dietro i quali, molto molto spesso, erano celate solo promesse mai mantenute e infime strumentalizzazioni».
Considerazioni che hanno portato a chiedere a Basilico, che nonostante l’età (solo 53 anni) ha un lungo curriculum amministrativo (sindaco di Atri dal 1993 al ’97, dal 2001 al 2004, dal 2006 per 6 mesi, vice presidente della Provincia dal 1999 al 2004 e assessore al lavoro da 2004 al 2006) di presentarsi alle prossime comunali, fra un anno. Basilico si è preso tempo per decidere, ma è apparso chiaramente lusingato e interessato alla proposta: «Il lento e continuo declino che sta imprigionando Atri», ha dichiarato, «trova origine in innumerevoli concause: la grave crisi economica che non l’ha lasciata indenne, con tutte le inevitabili conseguenze; i danni dovuti al maltempo e ad una sequenza sismica senza precedenti hanno contribuito a peggiorarne le già precarie condizioni; si aggiunga a ciò l’assenza totale di azioni e scelte strategiche in grado di tracciare una nuova idea di città, che deve necessariamente riprendere in mano il proprio destino! Non nego la sorpresa, ma anche l’orgoglio di questa richiesta. Una eventuale accettazione della candidatura cambierebbe nuovamente le mie abitudini di vita degli ultimi anni, soprattutto perché so benissimo che il lavoro che spetta al nuovo sindaco sarà pieno di insidie e faticosissimo. Cosi come sono certo che il nuovo sindaco dovrà solo, con autorevolezza e sganciato dalle logiche partiti che ormai fuori moda, lavorare 24 ore al giorno, per far riappropriare Atri del giusto ruolo che le compete».
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