Atri, l’ex mattatoio è sommerso dai rifiuti

2 Giugno 2021

Lo denunciano i consiglieri Basilico e Marcone: «Abbiamo chiesto l’immediata bonifica dell’area»

ATRI. L’ex mattatoio comunale di Atri sommerso dai rifiuti. A denunciarlo sono i consiglieri comunali Paolo Basilico di “Abruzzo Civico Atri” e Giammarco Marcone di “Atri Civica”, a seguito di diverse segnalazioni pervenute da cittadini che abitano nelle vicinanze della struttura. In una nota si legge: «Il cancello d’ingresso era aperto, così abbiamo effettuato un sopralluogo nelle aree esterne che sono incustodite e liberamente accessibili da chiunque, come pure i locali in cui veniva effettuata la macellazione degli animali. Come è possibile vedere dalle fotografie realizzate in loco, l’area esterna è invasa da cumuli di materiale di ogni genere (vecchie lavatrici, materassi, elettrodomestici, divani, bancali in legno, materiale di cantiere etc.) oltre alla presenza di bidoni maleodoranti della spazzatura e mezzi per la raccolta differenziata. Le stanze interne, non da meno, sono interamente occupate da ammassi di scatoloni e buste contenenti documenti vari e materiale elettorale (anche di altri Comuni), con schede sparse sul pavimento e con le attrezzature a suo tempo utilizzate per la macellazione ormai in una condizione di totale incuria». I consiglieri di oppossizione concludono: «A tal proposito sono già state interessate le autorità competenti e il sindaco, quale autorità sanitaria territoriale, attraverso una lettera contenente sia la richiesta di immediata bonifica dell’area, che lo spostamento dei mezzi per la raccolta dei rifiuti presso un’area più idonea, possibilmente lontana da zone abitate».
LA REPLICA SUL BANDO. In merito alle accuse lanciate due giorni fa dai gruppi civici di opposizione al Comune circa la formulazione della manifestazione d’interesse legata al bando “Cultura in piazza”, che sarebbe stata copiata dall’albo pretorio dei Comuni di Sassari e Torre Annunziata, a rispondere è l’assessore alla cultura Mimma Centorame: «È evidente che rifarsi in alcuni passaggi ad atti precedenti riguardanti lo stesso argomento non sia da considerarsi un plagio. Il linguaggio burocratico, se ben formulato, fa da spunto per molte realtà». ( d.f.)
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