Atri, l’ospedale si riconverte Ala vecchia riservata ai Covid

26 Aprile 2020

La direzione sanitaria di presidio presenta il progetto. A metà maggio riaprono i reparti Ancora in calo i malati: in provincia 47 degenti, 313 in isolamento a casa e due nuovi casi

TERAMO. Continua la fase discendente della pandemia. Anche ieri il coronavirus non ha fatto nessuna vittima e il numero di ricoverati è stabile. Sono 47, 36 ad Atri (di cui due in Rianimazione) e 11 a Teramo (di cui cinque in Rianimazione). Due i guariti. In forte calo anche i pazienti positivi in isolamento domiciliare: ieri ne erano 313 (venerdì erano 327 e giovedì 340). Rimangono bassissimi i nuovi casi: dopo due giorni in cui non ce n’è stato nemmeno uno, ieri ce ne sono stati due.
D’ALBERTO SUI TAMPONI. Da giorni i numeri dei nuovi contagi nel Teramano e in particolare nel capoluogo sono particolarmente bassi. Numeri di fronte ai quali al momento il sindaco di Teramo mostra una certa prudenza, soprattutto in vista dell'avvicinarsi della fase due che dovrebbe prendere il via il 4 maggio. «Prima di valutare questi numeri è necessario vedere se si cristallizzano e soprattutto se c'è una strategia sui tamponi», sottolinea Gianguido D’Alberto, «perché quello che bisogna capire è, rispetto al numero dei tamponi effettuati, quante sono le persone sottoposte a test per la prima volta e quanti sono invece quelli di controllo». Un aspetto fondamentale, per il sindaco, proprio a fronte dell'avvio della fase due. «Se non c'è una strategia e la si affronta con lo spirito del ritorno alla normalità», continua, «la fase due rischia di essere pericolosissima. Proprio perché ricominceremo in parte a uscire e riapriranno un po' di attività dovremo essere ancor più prudenti».
L’OSPEDALE DI ATRI CAMBIA. La direzione sanitaria dell’ospedale di Atri ha presentato il progetto di riconversione per un graduale ritorno alla normalità nelle attività sanitarie. Il vecchio padiglione sarà dedicato ai pazienti Covid, secondo la proposta che ora sarà vagliata da direzione generale e unità di crisi. Il progetto prevede un percorso esterno per cui il paziente arriva in pronto soccorso dove trova un triage e fa gli esami: se è positivo risale in ambulanza ed entra da un ingresso dedicato, ristrutturato ad hoc (quello dell’ex Medicina nucleare) e con un ascensore riservato sale nella Medicina Covid. Questo è un reparto che ospiterà anche i pazienti pediatrici positivi. La Cardiologia diventerà terapia intensiva Covid e sempre qui ci sarà una sala operatoria dedicata ai positivi, recuperando la sala pacemaker. Per ultimare la parte destinata ai Covid sarà necessaria solo una Tac mobile, per evitare di contaminare quella della Radiologia. Tutto il resto dell'ospedale sarà “pulito”, cioè destinato ai pazienti negativi. Nell'ala pulita sono stati individuati due piani sui quali troveranno posto, dopo la sanificazione, Medicina, Chirurgia, Ortopedia, Urologia e Cardiologia. Ovviamente ripartono anche specialistiche come oculistica, endocrinologia, gastroenterologia, diabetologia, radiologia. Riprenderà pure l’attività chirurgica d’urgenza e sui malati oncologici perchè la terapia intensiva pulita c'è. Nella prima fase di riconversione il numero di posti letto sarà minore – circa 45 e altrettanti saranno Covid – dato che peraltro non ricominciano i ricoveri programmati. Visto che il numero dei malati è in calo, la previsione è che la riconversione si concretizzi a metà maggio.
(ha collaborato
Alessia Marconi)
©RIPRODUZIONE RISERVATA