Atri, l’ufficio agricoltura rischia di chiudere

16 Gennaio 2022

L’ex assessore Pepe: «Offre servizi importanti ma è rimasto con un solo operatore, va potenziato»

ATRI. Timori per la possibile chiusura dell’Uta (Ufficio territoriale per l’agricoltura), sito nel palazzo comunale di Atri. Ad essere preoccupato per il futuro è il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, già assessore regionale alle politiche agricole, che in una nota si chiede: «La Regione intende chiudere l’ufficio di Atri? Dopo gli ultimi pensionamenti e trasferimenti, è di fatti diventata una sede fantasma. Sembra ci sia un solo operatore, trasferito momentaneamente da Pescara. Lo smembramento di questo presidio, dove fino a poco tempo fa operavano oltre otto unità, comporta un forte rallentamento nelle istruttorie delle pratiche del piano di sviluppo rurale e lascia gli imprenditori agricoli e le organizzazioni sindacali senza nessun riferimento. In particolar modo ad Atri», continua Pepe, «dopo la tempesta perfetta del 2017 che ha fortemente colpito il settore agricolo, sono stati concentrate le istruttorie di bandi importanti, misure 4.1 e 4.2, del “Psr cratere”. Infatti, grazie alla forte azione politica post sisma si riuscì ad intercettare la somma di 46 milioni di fondi aggiuntivi per aiutare l’agricoltura nell’area del cratere sismico e nevoso. Furono pubblicati bandi “a sportello” proprio per aiutare le aziende con i fondi emergenziali».
«Un ruolo fondamentale», prosegue Pepe, «hanno svolto e ancora sono chiamati a svolgere in tal senso, gli uffici che accolgono, esaminano e liquidano le richieste delle aziende, un esempio è l'ufficio agricoltura atriano che in questi anni ha rappresentato un sicuro punto di riferimento per gli operatori del settore, inserendosi a pieno titolo nella virtuosa filiera dei presidi di prossimità e solidarietà locale». Pepe chiede alla Regione un immediato intervento per ripristinare servizi a suo avviso vitali per il mondo agricolo locale. ( d.f.)
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