Atri, la zona industriale cade a pezzi

12 Settembre 2018

Strade distrutte, rifiuti ed erbacce tutto intorno. Le imprese: «Subito una riqualificazione o il degrado sarà irreversibile»

ATRI. Strade con voragini e degrado all’interno del nucleo industriale di Atri. Qui, i camion che devono caricare e scaricare la merce presso gli stabilimenti commerciali devono schivare mille ostacoli ed assistere ad un quadro che non fa onore né alla città né alle aziende che vi producono. Nello slargo posto all’ingresso della zona industriale poco dopo la provinciale 28, dove insistono ditte storiche come la Antonelli Marmi, transitare è impossibile. Buche profonde circa 20 centimetri, presenti quasi a ogni metro, rendono la carreggiata sconnessa e difficilmente transitabile. Gli angoli del piazzale dove girano i Tir sono diventati posti di ritrovo notturni e punti di scarico di rifiuti. La presenza di coperture in amianto ne è la riprova. Le immagini che mostriamo sono state scattate ieri ed evidenziano anche marciapiedi ricolmi di vegetazione spontanea ed impraticabili. Molti dei tombini di raccolta dell’acqua piovana posti sul ciglio della strada sono pericolosamente deteriorati tanto che ci si può facilmente inciampare. L’area sembra desolata e senza servizi, eppure vi sono aziende che esportano in tutto il mondo come la liquirizia Menozzi De Rosa.
Di recente la situazione di degrado era stata segnalata sulle nostre pagine come al limite, ma ad oggi è solo peggiorata. La competenza sull’area industriale risulta della Provincia di Teramo. Il Comune di Atri invano aveva esortato l’ente a provvedere almeno alla sistemazione del manto stradale. Un imprenditore del posto tempo fa segnalava: «La zona dove produciamo è spesso deserta e poco vigilata, occorre una riqualificazione altrimenti il degrado avanzerà irrimediabilmente». La sua denuncia è rimasta lettera morta.
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